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Attualità martedì 29 luglio 2014 ore 15:00

Fecondazione eterologa, ecco dove si può fare a Pisa

Sono 5 le strutture autorizzate, 22 in tutta la Toscana



PISA — In 22 centri autorizzati, da settembre e in Toscana, sarà possibile ricorrere alla fecondazione eterologa.

Diversi i punti anche tra Pisa e provincia: a Ponsacco l'ambulatorio Guarnieri, a Pisa il centro medico Esculapio, il centro procreazione assistita Cesco, il Fertility Pina de Luca casa di cura San Rossore e l'Azienda Ospedaliero Universitaria pisana. 

Tra i centri autorizzati più vicini, poi, ci sono la Futura Diagnostica Medica Pma di Empoli, il Crpo di Livorno, il centro procreazione medicalmente assistita ospedale Versilia di Viareggio e l'ospedale San Francesco di Barga a Lucca.

Lunedì 28 luglio, la Regione ha approvato una delibera che permetterà ai toscani di accedere alla procedura che prevede donazione di gameti in ben 22 centri pubblici, privati e convenzionati.

Vietata con la legge 40 nel 2004, sottoposta a consultazione referendaria ma senza quorum nel 2005, la fecondazione assistita con donazione di ovulo o seme esterni ad aprile scorso era stata in qualche modo autorizzata, pur se non regolamentata, dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il suo divieto in quanto scelta che rientrerebbe nel legittimo esercizio del legislatore. 

Così, la Regione Toscana ha potuto approvare la delibera.

“La delibera – per l’assessore regionale al Diritto alla salute Luigi Marroni – riempie lo spazio di incertezze che si è aperto dopo la sentenza della Corte. La Toscana ha perciò deciso di intervenire, dettando direttive certe destinate ai centri privati, privati accreditati e pubblici operanti in regione, in attesa delle determinazioni del governo ed evitare un far west in una materia così delicata”.

La delibera approvata intende disciplinare le donazioni, affinché queste avvengano sotto rigorosi protocolli medico-sanitari e in una totale gratuità per scongiurare qualsiasi rischio di commercializzazione dei gameti. Dovranno essere rispettate tracciabilità, anonimato e privacy e i centri che vorranno effettuare la procedura dovranno autocertificare il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa regionale.

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