Attualità Venerdì 10 Aprile 2026 ore 11:06
Una azienda su quattro chiude in rosso

L’analisi di Camera di Commercio e ISR su 16.000 imprese rivela un sistema a due velocità: volano nautica e farmaceutica, soffrono moda e agricoltura
PROVINCIA DI PISA — La provincia di Pisa (37% della produzione d'Area) sconta le difficoltà maggiori legate all'export. I ricavi complessivi flettono del 2% e il ROI scende al 4,9%. Cresce l'area del malessere, con le aziende in perdita che passano dal 24% al 26%. Tuttavia, le imprese pisane mostrano una fortissima propensione all'innovazione (il 10,9% dell'attivo è in beni immateriali, come R&S e brevetti) e nel 2024 hanno risposto alla crisi aumentando gli investimenti strutturali del 13%. L'industria pisana mostra andamenti contrapposti. Da un lato c'è la crescita della chimica-farmaceutica, che segna un +19% di fatturato, un ROI al 13,8% e un utile volato all'11,7% dei ricavi. Dall'altro lato, la crisi del sistema moda: il comparto pelli e cuoio perde il 7% dei ricavi (ROI sceso al 3,6%), mentre il calzaturiero subisce un crollo del 22% del fatturato e del valore aggiunto, con utili ridotti all'1,2% dei ricavi. Soffre anche il comparto mezzi di trasporto (cicli-motocicli-cantieristica), con ricavi a -12%. Infine, attenzione per il comparto agricolo, che nel 2024 chiude con perdite per il 18,1% dei ricavi e un Costo del Lavoro per Unità di Prodotto (CLUP) insostenibile arrivato al 102,9%, segno che il costo del lavoro assorbe ormai interamente il valore aggiunto prodotto.
"I bilanci 2024 ci consegnano una fotografia delle diverse velocità a cui viaggiano i nostri territori e i nostri settori – sottolinea Valter Tamburini, Presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest–. L’eccellente livello di capitalizzazione raggiunto dimostra che le nostre imprese sanno proteggersi e sono pronte ad affrontare le rigide regole sul credito. Tuttavia, il fatto che più di un'azienda su quattro chiuda in rosso è un campanello d'allarme che non possiamo ignorare. Mentre settori come la nautica, la chimica-farmaceutica volano, filiere storiche del made in Italy come il calzaturiero o l'agricoltura stanno soffrendo l'impatto dei costi operativi e il calo delle vendite. Il nostro impegno come ente camerale è proprio quello di intervenire su queste faglie, sostenendo attraverso specifici bandi e un’intensa attività formativa le transizioni tecnologiche e organizzative indispensabili per recuperare produttività e margini".
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