Attualità Martedì 28 Aprile 2026 ore 18:00
Regeni, a Pisa l’“onda gialla” delle università

Zucchi, "ringrazio la Senatrice Cattaneo per questa onda gialla". Iniziativa con Normale e Sant’Anna per la libertà di ricerca!
PISA — Una giornata dedicata alla memoria di Giulio Regeni e al valore della libertà di ricerca. Si è svolta il 28 Aprile a Pisa l’iniziativa promossa dall’Università di Pisa insieme alla Scuola Normale Superiore e alla Scuola Superiore Sant’Anna, nell’ambito del programma nazionale “Le università per Giulio Regeni”.
Al centro dell’evento, il messaggio lanciato dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, che ha sottolineato la partecipazione corale del mondo accademico: "Sono 76 le università insieme per Giulio Regeni, per passare il testimone di una storia che ci vede tutti coinvolti". Un’iniziativa che, come evidenziato dal rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi, rappresenta "un’onda gialla che si sta diffondendo in tutto il Paese".
La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali dei rappresentanti dei tre atenei pisani, seguiti dagli interventi della stessa Cattaneo, di Patrick Zaki Soliman, dell’avvocata della famiglia Regeni Alessandra Ballerini e del regista Emanuele Cava, autore del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, proiettato in chiusura.
Nel suo intervento, Cattaneo ha posto l’attenzione sulla figura dello studioso: "Abbiamo fatto emergere la figura di Giulio Regeni come studioso, un giovane ricercatore che si era preparato con rigore per affrontare domande complesse e urgenti sulle relazioni tra Stati, sulla libertà e sui diritti dei lavoratori. È questo il Giulio di cui abbiamo discusso nelle nostre università, il protagonista dei suoi studi, la cui vita è stata poi spezzata proprio a causa del suo lavoro". La senatrice ha poi richiamato anche il percorso di ricerca della verità: "Accanto a questa, c’è un’altra storia, quella della ricerca della verità, portata avanti da dieci anni dai genitori di Giulio Regeni insieme all’avvocata Alessandra Ballerini. Una battaglia che continua ancora oggi come difesa dei diritti e della dignità della persona che riguarda Giulio, ma anche l’intera collettività".
Parole condivise anche dal rettore Zucchi, che ha sottolineato il valore simbolico e civile della giornata, "La vicenda di Giulio Reggini suscita una serie di sentimenti, orrore per quello che è successo alla sua persona, ma anche sdegno istituzionale per l'attentato alla libertà di ricerca, quindi di nuovo sdegno e quasi rabbia per come è stata gestita la vicenda dalle varie autorità internazionali, per gli ostacoli che si sono frapposti e tuttora si frappongono al raggiungimento della verità".
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