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Attualità Lunedì 03 Agosto 2026 ore 11:20

Cavallo sbranato, Sindacato contro l'abbattimento dei lupi

Replica del Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi dopo il caso del puledro ucciso, "no ad abbattimenti o catture, sì a monitoraggi"



SAN GIULIANO TERME — Dopo che un puledro è stato sbranato dai lupi ad Arena Metato e dopo tanti avvistamenti nel comune di San Giuliano Terme, c'è anche chi è contrario all'abbattimento dei lupi sul territorio che già hanno aggredito anche esseri umani. Dopo le prese di posizione seguite all'episodio, interviene anche il Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi, che è intervenuto con la propria posizione.

Il Sindacato chiarisce fin dall'inizio di non voler sminuire quanto accaduto. "La morte del giovane animale è un fatto grave: non rappresenta soltanto un danno economico o zootecnico, ma la perdita di un essere vivente che avrebbe dovuto essere protetto", si legge nel documento. Allo stesso tempo viene sottolineato che "non intendiamo minimizzare l'accaduto, né attribuire responsabilità individuali senza avere effettuato un sopralluogo e senza conoscere gli accertamenti veterinari e tecnici".

Secondo il Sindacato, la presenza del branco nell'area sarebbe conosciuta da circa due anni e, proprio per questo, la risposta non dovrebbe concentrarsi sulla rimozione degli animali selvatici. Nel comunicato si sostiene infatti che "quando una specie selvatica stabilisce il proprio territorio in un'area fortemente antropizzata, la risposta razionale non consiste nel pretendere che scompaia, bensì nell'adeguare le attività umane e le strutture di custodia degli animali a un rischio divenuto prevedibile".

Per il Sindacato, catture, trasferimenti o abbattimenti non rappresentano una soluzione strutturale. "L'abbattimento è per il nostro Sindacato eticamente, ecologicamente e politicamente inaccettabile" e "nessuna di queste misure può sostituire una strategia preventiva stabile", si legge ancora nel documento.

La proposta avanzata punta invece sulla prevenzione, attraverso verifiche tecniche sulle recinzioni, ricoveri sicuri per i puledri, eliminazione degli attrattivi alimentari, monitoraggio del branco e sostegno economico agli allevamenti per adottare sistemi di protezione efficaci. Il Sindacato precisa inoltre di non voler attribuire responsabilità allo specifico allevamento. "Il Sindacato non accusa lo specifico allevamento di negligenza. Senza un sopralluogo non possiamo conoscere la qualità delle strutture, le misure adottate o le eventuali richieste di aiuto rimaste senza risposta".

Nel comunicato viene poi chiesto a Regione Toscana, Comune di San Giuliano Terme, Azienda USL Toscana nord ovest, Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli e agli altri enti competenti di coordinare un piano operativo con sopralluoghi, monitoraggi e interventi di prevenzione. Viene inoltre ribadito che la vicinanza del branco alle aree abitate non equivale automaticamente a un rischio per le persone, che dovrebbe invece essere valutato sulla base di comportamenti concreti e documentati.

Il comunicato si conclude con tre messaggi che sintetizzano la posizione del Sindacato: "Il puledrino doveva essere protetto. I lupi non devono essere uccisi, catturati o deportati per conservare inalterate le attività umane. Le istituzioni devono intervenire prima della prossima predazione, non limitarsi a indennizzarla dopo". 


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