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Attualità Venerdì 17 Luglio 2026 ore 17:05

Tari, scontro tra Coldiretti e Comune

L'associazione denuncia una richiesta da quasi 600mila euro a un'azienda agricola. Il caso è finito davanti alla giustizia tributaria



SAN GIULIANO TERME — Una richiesta di pagamento di quasi 600mila euro per cinque anni di Tari arretrata ha aperto un nuovo fronte tra Coldiretti Pisa e il Comune di San Giuliano Terme. Al centro della vicenda c'è un'azienda agricola del territorio, destinataria di avvisi di accertamento che l'associazione di categoria ritiene illegittimi, tanto da aver deciso di portare il caso all'attenzione pubblica.

Secondo quanto ricostruito da Coldiretti, l'impresa, che produce fiori e piante, si è vista applicare la tariffa prevista per i capannoni industriali, nonostante, sostiene l'associazione, le aziende agricole non siano soggette al pagamento della Tari ordinaria per i rifiuti derivanti dall'attività agricola, classificati come rifiuti speciali e smaltiti direttamente dalle stesse imprese secondo quanto previsto dalla normativa.

La controversia si trascina da diversi anni nelle aule di giustizia. L'ultimo pronunciamento della Giustizia Tributaria ha accolto le ragioni dell'azienda, annullando gli avvisi di accertamento relativi a tre annualità. Nonostante la sentenza favorevole, il Comune di San Giuliano Terme ha deciso di presentare appello.

"Purtroppo ed incredibilmente nei confronti di uno dei nostri soci il Comune di San Giuliano Terme si è determinato a richiedere la TARI secondo la tariffa prevista per le attività industriali con capannone di produzione. Tenuto conto che quasi tutte le attività agricole si svolgono su superfici molto estese, la relativa richiesta di pagamento è stata per somme a dir poco esorbitanti rispetto a quella che è la relativa capacità reddituale dell'azienda agricola. Si tratta di un evidente eccesso di potere quando il Comune pretende di trattare in termini di analogia attività tra loro assai diverse quanto a metodi e cicli di produzione, nonché, soprattutto in relazione alla capacità effettiva di produzione di rifiuti da un punto di vista qualitativo e quantitativo", ha detto Coldiretti Pisa.

Per l'associazione il criterio utilizzato dall'amministrazione comunale sarebbe illegittimo, determinerebbe una disparità di trattamento e violerebbe il principio della capacità contributiva. La vicenda resta quindi aperta in attesa dell'esito del giudizio d'appello.


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