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Incendio in centro a Milano: le fiamme all'alba da un palazzo accanto al Duomo
Incendio in centro a Milano: le fiamme all'alba da un palazzo accanto al Duomo

Attualità Venerdì 17 Luglio 2026 ore 09:25

Delca, esplode la protesta, "L'impianto va trasferito"

Duecento persone al presidio davanti all'azienda dopo l'incendio. Restano timori per odori, rifiuti sotto sequestro e sicurezza dell'area



VICOPISANO — A più di un mese dall'incendio dell'8 Giugno, davanti alla Delca Energy torna a montare la protesta. Circa 200 persone, tra lavoratori della Pentair Water e cittadini, hanno preso parte al presidio organizzato dalla Uilm davanti all'impianto di Lugnano, nel comune di Vicopisano, per chiedere risposte sulla gestione del post-rogo e sul futuro dello stabilimento.

La richiesta che emerge con più forza non è la chiusura dell'attività, ma il suo trasferimento in un'area lontana dalle abitazioni e dalle altre aziende. Francesco Ventavoli (RSU Pentair) ha spiegato che, a oltre un mese dall'incendio, i lavoratori attendono ancora risposte concrete: "A distanza di un mese e mezzo ancora non abbiamo ricevuto risposte alle nostre richieste. Avevamo chiesto un tavolo in Regione, un piano di smaltimento e delle date precise per la rimozione dei materiali, ma ancora non abbiamo ricevuto niente." Lo stesso rappresentante sindacale ha ribadito che la protesta non è contro i dipendenti della Delca: "Noi non siamo qui a dire che Delca deve chiudere. Come sindacato non possiamo chiedere la chiusura di un'attività e lasciare a casa le persone. Chiediamo però che venga spostata in un luogo dove non dia problemi alle famiglie e alle altre aziende." Ventavoli ha poi richiamato l'attenzione sulle conseguenze economiche dell'incendio per i lavoratori della Pentair: "Quindici giorni di cassa integrazione hanno significato circa 600 euro lordi in meno. Nessuno, fino a oggi, ha restituito questi soldi ai lavoratori."

Tra gli interventi più applauditi anche quello di Luigi Cecchi, farmacista di Pitti di Lugnano e promotore di una raccolta firme: "Rappresento quasi 900 persone che hanno firmato una petizione nella quale si chiede di poter vivere e lavorare in un ambiente sano." Cecchi ha quindi aggiunto: "Questa azienda continui pure a lavorare, ma lo deve fare in un sito diverso da questo, probabilmente con controlli adeguati."

Una cittadina di Vicopisano ha annunciato di aver presentato un esposto alla Procura: "Ho reputato necessario fare denuncia contro ignoti. Penso sia importante sostenere il lavoro della magistratura e far capire che la cittadinanza vuole difendere il proprio territorio." Ha poi concluso: "Va bene spostare l'azienda, ma non deve bruciare nemmeno a cento chilometri da qui."

Presente al presidio anche la vicesindaca di Vicopisano, Fabiola Franchi, che ha espresso la vicinanza dell'amministrazione: "Siamo venuti anche noi per solidarizzare con voi. Capiamo assolutamente il problema." Sullo stato dell'iter ha aggiunto: "Sappiamo che a breve dovrebbero essere spostati tutti i cumuli." Rispondendo alle contestazioni dei lavoratori, Franchi ha sottolineato il ruolo del Comune: "Io credo alla magistratura e credo alla scienza. Se ci è stato detto che non c'è tutto questo inquinamento mi affido a quello. Il Comune, però, non ha competenze sui rifiuti e il sindaco, in questa vicenda, ha responsabilità molto limitate."

Nel corso del presidio è intervenuto anche Roberto Orsolini, capogruppo di Vicopisano del Cambiamento, che ha invitato a superare le divisioni politiche: "In questi casi non ci deve essere né destra né sinistra. Quando un cittadino o un operaio ha un problema bisogna essere tutti uniti." Ha poi criticato l'assenza iniziale del sindaco: "Il sindaco Matteo Ferrucci doveva essere qui a manifestare con noi e venirci incontro per risolvere questo problema."

Al centro delle preoccupazioni restano i cumuli di rifiuti ancora presenti all'interno del sito, sottoposti a sequestro dalla magistratura, gli odori che continuano a essere avvertiti dai lavoratori della Pentair e il timore che la situazione possa rappresentare un rischio per chi opera quotidianamente nella zona industriale.

I dipendenti della Pentair ricordano anche le conseguenze economiche subite dopo l'incendio, con 15 giorni di cassa integrazione, e chiedono che vengano accelerati i tempi per la rimozione del materiale bruciato e per il ripristino delle condizioni di sicurezza.

Michele Bufalino
© Riproduzione riservata


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