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Imprese & Professioni martedì 08 dicembre 2020 ore 10:30

Toscana in area arancione: calo dei contagi ma la vigilanza deve rimanere elevata

Dopo le due settimane trascorse in fascia rossa, domenica 7 dicembre è entrata in vigore la nuova ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza



TOSCANA — Dal 6 dicembre scorso, la Regione Toscana è passata dalla zona rossa a quella arancione, con un parziale allentamento delle restrizioni previste per arginare il contagio epidemico. Si tratta infatti della fascia di allerta intermedia, relativamente agli indicatori di rischio presi in esame, ovvero in base all’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia (DM 30 aprile 2020). Dopo le due settimane trascorse in fascia rossa, domenica è entrata in vigore la nuova ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Si può riprendere a circolare dalle ore 5 alle 22 senza autocertificazione all’interno del proprio territorio comunale di residenza, nonostante non sia consentito lo spostamento in un Comune diverso – tantomeno, in una diversa Regione. Qualora vi siano motivi di comprovata necessità, salute o lavoro, gli spostamenti sono consentiti solo se si è in possesso della relativa autocertificazione. Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha sottolineato che l’ordinanza “consentirà anche lo svolgimento di attività, a partire da domenica, per via interpretativa: penso alla caccia, alla pesca che saranno possibili all’interno del territorio toscano, ma anche altre attività come ad esempio gli estetisti”.

Memorandum: le regole anti-contagio in vigore nell’area arancione

Ristoranti, bar, pasticcerie e gelaterie resteranno chiusi, ad eccezione dei servizi di ristorazione presenti nelle aree di servizio autostradali, negli aeroporti ed ospedali. È comunque sempre consentito l’asporto, fermo restando il divieto di consumare cibi e bevande in prossimità dei locali. Vi è inoltre la possibilità di utilizzare i servizi di consegna a domicilio, attivi non oltre le ore 22. Passeggiate, attività motoria nei parchi – con l’accortezza di evitare gli ormai noti assembramenti – e l’utilizzo della bicicletta sono possibili per tutto l’arco della giornata, nel rispetto del coprifuoco.

Per ciò che riguarda i mezzi di trasporto pubblico locale, su tutto il territorio nazionale la capienza è stata ridotta al 50% dei posti disponibili, tranne nel caso dei trasporti scolastici destinati alle scuole per l’infanzia, alle elementari ed alle medie. L’obbligo della didattica a distanza (DAD) è relativo agli istituti superiori – tranne per le attività di laboratorio e nei casi di disabilità –, nonché agli atenei con l’eccezione riguardante matricole ed alcuni laboratori.

Tutti i centri commerciali resteranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi, mentre saranno sempre aperte le farmacie e parafarmacie, i supermercati, le edicole e tabaccherie. Le attività di vendita al dettaglio che si trovano al di fuori dei centri commerciali possono aprire: già a partire dalla prima domenica in cui la Toscana si è risvegliata in fascia arancione, nel capoluogo moltissime persone hanno fatto visita ai negozi per dare inizio alla consueta ‘corsa ai regali natalizi’. Tuttavia, i controlli svolti nelle più famose vie commerciali a Firenze non hanno fatto registrare alcuna situazione di assembramento, né sono risultate multe in città. L’afflusso nel centro si è svolto con senso di responsabilità, nel rispetto delle regole di distanziamento sociale e con l’utilizzo della mascherina chirurgica.

Firenze: il monitoraggio nelle vie dello shopping natalizio

Durante una recente diretta Facebook, il sindaco di Firenze Dario Nardella ha sottolineato l’importanza di mantenere elevato il livello di guardia, poiché non si sono ancora consolidati i dati inerenti i contagi nel capoluogo: “Abbiamo individuato cinque aree di massima allerta nella città che sono le aree dove c’è più concentrazione di attività commerciali, artigianali, dove si concentrerà lo shopping natalizio. In queste aree potenzieremo i controlli in chiave assembramenti. I controlli saranno attivati dal 6 dicembre fino al giorno di Natale nei fine settimana, nelle giornate dell’8 e del 24 dicembre con particolare attenzione nella fascia oraria 13-19, quando c’è un maggiore afflusso di persone. Ci saranno giorni e fasce orarie da bollino rosso”.

In base ai dati contenuti nel bollettino regionale del 7 dicembre, in Toscana i casi di positività al SARS-CoV-2 dall’inizio dell’emergenza sono 108.990 in totale. Le persone guarite nel complesso sono 78.008, con un trend giornaliero del +2,2%. In isolamento domestico risultano 26.466 casi che manifestano sintomi lievi o sono asintomatici. A quest’ultimi, si assommano altri 31.616 casi di persone poste in sorveglianza attiva, ossia in isolamento per aver avuto contatti con dei soggetti contagiati nelle settimane scorse. I pazienti Covid attualmente ricoverati negli specifici reparti ospedalieri sono in tutto 1618, dei quali 253 si trovano in terapia intensiva (dati aggiornati al 7 dicembre).

Incerto il passaggio in zona gialla prima di Natale

Secondo il Dpcm del 3 novembre, la permanenza di ciascuna Regione in una fascia di rischio non può essere inferiore alle due settimane. In base a tali disposizioni, la Toscana dovrebbe restare zona arancione con le relative limitazioni valide fino al prossimo 20 dicembre. Ossia, la fascia gialla potrebbe essere assegnata soltanto un giorno prima dell’entrata in vigore delle limitazioni previste dal nuovo decreto governativo su tutto il territorio nazionale: dal 21 dicembre al 7 gennaio, infatti, il governo ha previsto un blocco della circolazione al di fuori delle Regioni di residenza, nonché il divieto di allontanarsi dal proprio Comune nelle date del 25-26 dicembre e del 1° gennaio.

Poco prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto, dal sindaco di Firenze era giunto un invito all’attenzione: “Posso confermare che la linea che terrò a Firenze sarà rigorosa, perché le prossime feste non si trasformino in una ‘trappola’ che scateni una terza ondata di coronavirus nella nostra città. Una prospettiva del genere sarebbe totalmente insostenibile per il sistema economico comunale e metropolitano”. Nardella aveva sottolineato che “le regole di comportamento già ci sono e dovrebbero essere chiare a tutti” e, riguardo all’ipotesi di prendere ulteriori misure precauzionali, ha fatto notare come “fare ipotesi generiche ora rischia di disorientare i nostri cittadini che, ora più che mai, hanno bisogno di chiarezza e certezza”.

Nonostante la situazione sia in fase di miglioramento, il timore di allentare le misure restrittive troppo in fretta prevale sulla volontà di consentire l’apertura delle attività commerciali a pieno regime. I dati delle prossime settimane indicheranno se la strategia della prudenza consentirà di prevenire una terza ondata.

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