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Cronaca martedì 01 luglio 2014 ore 12:30

"Troppo cemento sulle coste"

la cementificazione preoccupa Legambiente



PISA — Non solo inquinamento dell'acqua. Il monitoraggio Goletta Verde di Legambiente si è occupato anche di cemento.

Dal 1988 al 2011, secondo l'associazione, su un totale di 410 chilometri di costa, 181, cioè il 44 per cento del totale sono stati modificati inesorabilmente da interventi edilizi negli ultimi due decenni, cancellando ben 12mila metri di costa. E il boom delle costruzioni non accenna a diminuire. Legambiente chiede dunque alla Regione e gli enti territoriali, sia costieri che dell’entroterra, di intervenire per risolvere con urgenza e dare piena attuazione al sistema di depurazione dei reflui urbani. Allo stesso ente regionale, inoltre, da Goletta Verde arriva l’appello ad approvare al più presto la proposta di Piano Paesaggistico che è all’esame del Consiglio.

"Grazie alla sovrapposizioni delle foto satellitari - spiega Legambiente - è stato possibile fare un raffronto con quella che era l’occupazione della costa all’epoca e come si è evoluta nei 23 anni presi in esame: sono stati cancellati 12mila metri di paesaggi costieri toscani in gran parte a favore di nuove seconde case, per infrastrutture, per l’espansione di alcuni agglomerati che si susseguono lungo la costa e per attività turistiche. Più precisamente, sono 65 i chilometri occupati da infrastrutture portuali e industriali, 25 i chilometri di paesaggi urbani ad alta densità (ossia i principali centri sulla costa), mentre l'edificazione diffusa e meno densa occupa 91 chilometri". 

I tratti ancora integri, perché liberi da insediamenti, si distinguono tra 69 chilometri che si possono considerare paesaggi agricoli e 160 chilometri di costa con caratteri naturali.

“La costa Toscana è una delle più belle d’Italia con un patrimonio storico e ambientale conosciuto a livello internazionale che dobbiamo portare nel futuro rafforzando attenzioni e politiche nei confronti di una risorsa a rischio - dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente -. Il nostro studio ha evidenziato una rilevante trasformazione dei paesaggi costieri e una dinamica di ulteriore cementificazione che non si è fermata in questi anni. È rilevante che solo il 15 per cento della costa risulta sotto tutela ambientale e dobbiamo scongiurare che altri tratti vengano progressivamente, anno dopo anno, trasformati per la diffusione di case, alberghi, porti, residence con una crescita da un lato dei centri più grandi e la saldatura delle ultime aree rimaste libere. È urgente aprire una nuova fase di attenzione alle coste toscane che sia contraddistinta sia da un maggiore tutela che da una nuova qualità dell'intervento sul patrimonio esistente, attraverso attente politiche di tutela, di valorizzazione e fruizione turistica”.

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