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Cronaca giovedì 29 maggio 2014 ore 12:30

Un bando per gestire l'ippodromo di Livorno

E Alfea, la società pisana che lo gestisce, ricorre al Tar: "L'obiettivo è fare di Pisa e Livorno il terzo polo del galoppo italiano"



PISA — "Alfea assegnataria dal 2012 di una concessione per la gestione dell’ippodromo livornese, ha come obiettivo quello di fare di Pisa e Livorno il terzo polo del galoppo italiano".

Per questo la società che gestisce anche l'ippodromo di San Rossore ha deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo regionale quando il Comune di Livorno ha annunciato di aver pubblicato un nuovo bando per la gestione dell’ippodromo Caprilli. 

Alfea Spa fa sapere di aver "dato mandato ai suoi legali per ricorrere al Tar, per difendere in tutte le sedi giudiziarie i suoi diritti e per richiedere i danni subiti nell’ordine di milioni di euro nei confronti del Comune di Livorno che non ha ottemperato alla consegna dell’impianto nei termini e nelle condizioni previste e di qualunque soggetto eventualmente coinvolto.

Dopo aver gestito con la formula di affitto di ramo d’azienda l’ippodromo Caprilli nel 2011, Alfea si è infatti aggiudicata la concessione trentennale a partire dal 1 gennaio 2013. Tale concessione prevedeva da parte di Alfea l’assunzione di 7 unità con nuovo contratto e la rinuncia del rimanente personale attraverso accordo sottoscritto in sede sindacale e firmato da tutti. Su richiesta del Comune, nell’offerta accettata era prevista, inscindibile dal resto della concessione, la gestione in affitto di ramo d’azienda della stagione 2012 che Alfea ha puntualmente effettuato". 

Secondo la società, però "Di fatto l’impianto nei due anni successivi non è stato consegnato nei termini indicati dal contratto e cioè in normali condizioni di manutenzione e libero da persone e da animali. All’inizio dell’estate del 2013 i dipendenti di Labronica hanno occupato l’ippodromo per protesta contro il Comune rendendo impossibile l’inizio della gestione da parte di Alfea. Labronica Corse, benché in liquidazione, ha gestito in proprio la stagione 2013 facendo decadere l’accordo sindacale fra Alfea e dipendenti, condizione essenziale dell’offerta accettata. Già allora Alfea aveva contestato la mancata consegna dell’impianto, avvertendo il Comune che intendeva citarlo per inadempienza con una richiesta danni. Terminata la stagione di corse il Comune ha ricercato Alfea, protestando la sua volontà di darle l’ippodromo nel rispetto delle condizioni previste. Dopo una lunghissima trattativa sul rispetto dei termini formali del contratto (l’ippodromo è stato completamente abbandonato nonostante i dipendenti siano stati pagati fino ad aprile) la vicenda si è conclusa quando, a seguito dell’ennesimo ultimatum di Alfea per la consegna dell’impianto al 15 aprile scorso nei termini contrattuali previsti, la società pisana si è vista costretta a prendere atto della mancata volontà del Comune di adempiere ai termini del contratto provocando così un grave danno agli operatori, agli appassionati, all’intera comunità e alla stessa società Alfea".


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