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Cronaca sabato 25 gennaio 2014 ore 19:30

"Un'effettiva ed efficace tutela del paesaggio" l'obiettivo della variante al Piano territoriale di coordinamento

Approvata dalla Provincia di Pisa, vuole, tra l'altro, limitare il consumo del suolo e sostenere l'attività agricola



PISA — "Arrivare all’effettiva ed efficace tutela del paesaggio, con l’obiettivo di precisare e descrivere meglio il patrimonio del territorio rurale della Provincia di Pisa, a cui viene riconosciuto un valore di esistenza e un valore d’uso in quanto risorsa. Anticipando, così, alcuni contenuti del Piano paesaggistico regionale”.

Questo il senso della variante al Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Pisa approvata dal consiglio provinciale e spiegata da Giacomo Sanavio, assessore alla Programmazione territoriale e sviluppo rurale. “La variante – prosegue Sanavio – si è posta alcuni obiettivi fondamentali quali la limitazione del consumo di suolo, il sostegno all’attività agricola, un più avanzato equilibrio tra salvaguardia ambientale e agricoltura. Sono stati affrontati alcuni temi, quali la revisione normativa della multifunzionalità in particolare per le cantine dovuta alle mutate esigenze produttive e di mercato; la revisione dei parametri per l’esercizio delle attività zootecniche in funzione della completa applicazione delle norme sul benessere animale; la necessità di preservare il paesaggio rurale e le aree produttive agricole al fine di garantire la produzione di cibo; ulteriori meccanismi di incentivo o disincentivo per la promozione di una corretta gestione del territorio rurale; una nuova disciplina per la realizzazione di annessi, l’installazione di manufatti precari e di serre”.

“Relativamente alle fonti rinnovabili in zona agricola – aggiunge Sanavio – il Ptc provinciale ha previsto, nell’ambito delle proprie competenze, di individuare ulteriori elementi di cautela negli strumenti urbanistici comunali per favorire le fonti rinnovabili quale aspetto della multifunzionalità dell’azienda al fine dell’auspicabile raggiungimento dell’autosufficienza energetica, attraverso il minor consumo possibile di territorio, favorendo prioritariamente il riutilizzo delle aree degradate da attività antropiche. Ai fini della localizzazione, particolare riguardo sarà dato alle zone agricole caratterizzate da produzioni agroalimentari di qualità e di particolare pregio rispetto al contesto paesaggistico-culturale, dando indicazione per individuare per ciascun territorio l’opportuna fonte rinnovabile”.


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