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sabato 24 agosto 2019

Attualità giovedì 27 dicembre 2018 ore 17:05

"Famiglie e bambini non si spostano con le ruspe"

La sindaca Brogi ha fatto il punto sull'arrivo dei rom sgomberati da Navacchio. A darle manforte i parlamentari e i consiglieri regionali del Pd



PONSACCO — Attualmente sono due le famiglie rom - 7 persone in tutto, delle quali 4 minori - arrivate nell'immobile di via Rospicciano dopo lo sgombero del campo nomadi di Navacchio da parte del Comune di Cascina, guidato dalla sindaca leghista Susanna Ceccardi. Sindaca che si è fatta fotografare sulla ruspa arrivata per distruggere le roulotte ormai vuote, perché gli occupanti avevano ricevuto dal Comune stesso 19mila euro per andare altrove, ovvero a Ponsacco, ma senza comunicazioni all'amministrazione comunale di destinazione.

"Per ora sono arrivate due famiglie - ha confermato stamane la sindaca Francesca Brogi - ma presto potrebbero arrivarne altre".

Questa mattina, in municipio, sono state annunciate due iniziative: un incontro urgente richesto da Brogi al prefetto di Pisa, incontro che potrebbe avvenire già domani, e la presentazione di un'interrogazione parlamentare sull'intera vicenda "ponendo l'attenzione - ha specificato la parlamentare Lucia Ciampi - sulla quanto meno nebulosa gestione dell'immobile di via Rospicciano". 

Oltre a Ciampi erano presenti, a dar man forte alla sindaca ponsacchina, l'altra parlamentare toscana Susanna Cenni e i consiglieri regionali Alessandra Nardini e Andrea Pieroni, tutti del Pd, così come gli assenti giustificati Stefano Ceccanti, deputato, e Antonio Mazzeo, consigliere regionale.

La sindaca Brogi ha ricordato quanto già raccontato nei giorni scorsi, ovvero di essere venuta a conoscenza della situazione per via informale, da una telefonata dei carabinieri di Ponsacco, "a cose già fatte". "Quando si spendono i soldi pubbilici - ha quindi commentato - i problemi si risolvono, non si spostano altrove. Per di più stiamo parlando di famiglie con circa trenta minori, da trasferire in un immobile dove già sono presenti altre famiglie straniere e sul quale gravano delle forti criticità, dovute anche alla gestione, segnalate nel tempo. Questo Comune è per un'accoglienza capace di creare integrazione ed è contrario ai ghetti, che verrebbe a crearsi in questo caso e che inevitabilmente portano con sé altre criticità". 

Da qui la richiesta di un incontro urgente con il nuovo prefetto di Pisa, Giuseppe Castaldo, "per chiedergli che sia istituita una cabina di regia, che coinvolga tutte le istituzioni, così da affrontare di concerto situazioni di questo tipo, prima degli sgomberi e non dopo". 

"Alla sindaca Ceccardi e alla Lega - ha aggiunto Brogi - ricordo che quello di via Rospicciano è un'immobile privato e che lì le ruspe non le possono utilizzare. Allora cosa facciamo? Un'asta fra Comuni a chi paga di più?"

"La politica della ruspa di Ceccardi e soci - ha chiosato Alessandra Nardini - è solo uno slogan da campagna elettorale, ma aggrava le criticità spostando persone e problemi di gestione da un Comune all'altro. La sindaca si è fatta fotografare a cavallo della ruspa, tra l'altro la vigilia di Natale, e non si è posta minimamente il problema di dove ricollocare quelle persone, minorenni inclusi. La nostra idea di società in Toscana è profondamente diversa: diciamo no ai ghetti e alle conseguenti tensioni sociali perché pensiamo si debba lavorare a un'integrazione vera attraverso un'accoglienza programmata, condivisa e diffusa. Ceccardi, che si vuole candidare a guidare la Toscana, pensa di gestire queste criticità facendo un ping pong di persone tra un Comune e l'altro ad oltranza? Questa è la bacchetta magica che promette nella sua permanente campagna elettorale?"

 Sempre in mattinata, infine, sulla questione ha detto due parole anche la segretaria regionale del Pd, Simona Bonafè. "Anche stavolta - queste il suo commento sulla vicenda - i leghisti hanno scattato tante foto ad uso dei social, ma non hanno risolto nessun problema: hanno solo fatto propaganda nella loro rincorsa allo scontro sociale, che non si preoccupa di persone e molti bambini, per i quali il problema è l’alloggio, ma anche l’inserimento in un percorso scolastico ed educativo. La sindaca Ceccardi dove pensava che sarebbero andate le famiglie rom con 500 euro in tasca? E cosa hanno da dire, di concreto, i leghisti dei comuni di approdo di queste famiglie, oltre alle battute propagandistiche?”



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