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Lavoro giovedì 15 gennaio 2015 ore 16:39

Allarme export, ancora un trimestre sotto zero

Male calzature, cuoio e meccanica, bene i cicli e motocicli, metalli, vetro e bevande. L'analisi dell'ufficio studi della Camera di commercio



PISA — L’andamento poco esaltante delle economie emergenti e il rallentamento della Germania sono alla base della contrazione delle esportazioni pisane (-4,5 per cento) nel periodo luglio-settembre 2014).

A spiegare il pessimo risultato pisano troviamo, ancora una volta, la filiera delle pelli (calzature e cuoio grezzo) e la meccanica. A livello geografico è ancora una volta l’Europa a fornire il contributo peggiore.

Questo, in sintesi, il quadro che emerge dall’analisi condotta dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio sui dati Istat relativi al commercio estero nel terzo trimestre 2014.

Drammatica, a livello settoriale, la contrazione delle vendite di calzature che segnano una flessione non solo in termini percentuali (-37,9 per cento) ma anche in valore assoluto: oltre 40 milioni di euro in meno rispetto al medesimo periodo del 2013. Tutte le destinazioni più rilevanti per le scarpe - eccettuata la Russia al momento della rilevazione non ancora interessata dalla caduta del rublo - registrano contrazioni consistenti. Oltre alle calzature, vanno male anche le vendite del comparto pelli-cuoio: -19,6 il pellame grezzo, -2,5 i prodotti in cuoio.

A causa della flessione delle vendite verso Germania e Francia, va male la meccanica (-10,4) e anche i mobili, a causa della crisi Russo-Ucraina e della caduta delle vendite negli Usa, arretrano (-10,6).

Tra i settori che, invece, hanno ritrovato la strada della crescita troviamo i cicli e motocicli e i metalli. Continuano ad avanzare le vendite dell’abbigliamento, dei prodotti chimici di base e dei prodotti in vetro. Bene anche le esportazioni di vino che mettono a segno ottimi risultati in Usa, Svezia, Svizzera e Giappone. Tra i paesi più rilevanti, Francia, ma soprattutto Germania, guidano il gruppo di quelli che hanno determinato la contrazione delle esportazioni pisane.

La Francia, pur segnando una forte contrazione, sopravanza la Germania come primo paese di destinazione delle esportazioni pisane.

In Asia la situazione è decisamente più frastagliata con Cina (+9,3), Vietnam (+28) e Corea del Sud (+3,1) in crescita, mentre Giappone (-2,3) e Hong Kong (-9,3) arretrano. Nonostante i vènti di guerra che spiravano nel periodo estivo, si segnala ancora una crescita consistente delle esportazioni dirette in Russia (+16,4).

Invece il balzo in avanti delle importazioni pisane, +9,7, è frutto delle dinamiche dei due principali settori di specializzazione provinciali: il cuoio e le due tre-ruote. Crescono infatti del 12,7 le importazioni di pelli mentre il cuoio perde terreno (-7,7).

Crescono in modo rilevante anche gli acquisti di cicli e motocicli (+56,3). A determinare questo risultato contribuiscono non solo Cina, India e Vietnam, dove il Gruppo Piaggio possiede stabilimenti, ma anche Polonia, Taiwan e Germania.

Nell’ottica della penetrazione commerciale, sono da leggere gli aumenti delle importazioni di apparecchiature per le telecomunicazioni(+29,5), di abbigliamento (+60,2) e di calzature (+4,0).



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