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Cultura giovedì 27 marzo 2014 ore 16:04

Amico, uomo e artista. Omaggio a Paolicchi

Un libro e una mostra per il pittore pisano scomparso di recente



PISA — Una mostra di pittura per ricordare un artista pisano recentemente scomparso. Remo Paolicchi era nato e vissuto nel quartiere di Porta a Mare e nel suo quartiere è stato ricordato, alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Pisa Marco Filippeschi e di Ilario Luperini, storico dell’arte ed ex direttore del Teatro Verdi di Pisa.
La mostra ha avuto un grande successo e momenti di intensa commozione.
A corredo della manifestazione c’è stata la presentazione del libro Remo Paolicchi - Ricordo affettuoso di un amico, di un uomo, di un artista, curato da
Luisiana Mariottini.
La personalità dell’artista, prolifico e riservato e la sua visione esistenziale, semplice ma intensa, sono percepibili nei vari quadri esposti che ci propongono immagini paesaggistiche, nature morte, ritratti di donne, uomini e bambini realizzati, utilizzando con sapienza tecniche pittoriche diverse. Sono quadri realistici ma, come scrive Luperini, “il suo non è un realismo fotografico, una ripresa diretta del reale e neppure una sua restituzione deformata. Il raffinato impasto dei colori, le larghe pennellate, le vibrazioni tonali, l’armonia delle composizioni spaziali, gli scorci degli angoli particolari tagli di prospettiva stanno a testimoniare un artista che accompagna a un raffinato mestiere un’altrettanto articolata intensità emotiva e di pensiero”. 
Le opere, infatti, testimoniano, da un lato, la sensibilità politica, sociale e l’attenzione a momenti storici cruciali del pittore portammarese, dall’altro, evidenziano la sua capacità analitica e introspettiva nella raffigurazione di uomini e animali e la sua abilità nel rendere l’intensità cromatica del paesaggio intuito come luogo dell’anima.
Tra i quadri esposti Il pastore Sardo, che ha vinto nel 1970 il secondo premio a
una mostra di pittura e grafica a Livorno. E’ il ritratto di un pastore, con il volto e le
mani segnate dal duro lavoro, ma che esprime un’umanità profonda, e tenerezza per l’agnello nero che tiene tra le sue braccia.

Viola Luti
© Riproduzione riservata

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