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Attualità Sabato 25 Aprile 2026 ore 12:00

Acqua pubblica, un convegno a Navacchio

Dal convegno al Polo Tecnologico spinta di Regione e Comune verso la ripubblicizzazione: focus su gestori, reti, Pfas e quote private con tempi certi



CASCINA — Uno sforzo condiviso di Regione e Comuni in direzione di un’accelerazione verso la ripubblicizzazione dell’acqua della Toscana: è questa la direzione politica emersa dal convegno organizzato dal Movimento 5 Stelle al Polo Tecnologico di Navacchio Acqua pubblica – tutela del bene comune, responsabilità delle istituzioni. Una direzione che solo fino a qualche anno fa sembrava lontanissima e che invece sta acquisendo concretezza anche a seguito della recente sentenza del Tribunale civile di Firenze.

A inizio convegno sono intervenuti il sindaco di Cascina Michelangelo Betti, che ha sottolineato come la ripubblicizzazione dell’acqua sia un punto fondamentale del programma di coalizione per le prossime amministrative a Cascina e l’assessora regionale del Pd Alessandra Nardini, che ha rivendicato l’urgenza e la necessità di dare seguito alla nuova prospettiva sull’acqua pubblica che nel Campo Largo trova oggi un favore trasversale. Nardini si è detta inoltre favorevole alla nascita di un’unica agenzia pubblica regionale di gestione del servizio idrico.

Per l’assessore regionale all’ambiente del M5S David Barontini, che ha anche la delega al sistema idrico integrato, l’acqua è un bene comune essenziale che deve restare al di fuori delle dinamiche di profitto; oltre alla governance, Barontini ha sottolineato l'importanza di reinvestire i profitti nelle infrastrutture locali per ridurre gli sprechi e di migliorare l'efficienza delle reti e ha fatto il punto sul monitoraggio rigoroso dei PFAS, sui quali ha assicurato: «Attraverso le indagini conoscitive e le mappature delle fonti di contaminazione, la Regione Toscana mira a garantire la salute pubblica e la totale trasparenza dei dati».

L’incontro, grazie agli interventi del presidente di Abbanoa (la società che gestisce il Servizio Idrico Integrato nell'Ambito Territoriale Ottimale unico della Sardegna) Giuseppe Sardu e del direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana Alessandro Mazzei, ha permesso di approfondire aspetti tecnici e istituzionali sul governo della risorsa idrica e sugli aspetti concreti della sua ripubblicizzazione.

«Anche in una situazione apparentemente molto svantaggiata come quella sarda, scelte chiare hanno permesso di raggiungere obiettivi importanti e oggi la prospettiva è completamente cambiata – spiega Sardu – in Toscana i tempi sono maturi per andare nella stessa direzione: nell’area di Firenze Plures, essendo interamente pubblica e soggetta al controllo della Corte dei conti, non può fare a meno di valutare il riacquisto di azioni a prezzo conveniente dal privato; Acque spa non deve perdere tempo e deve andare nella stessa direzione». Per Mazzei «nei prossimi mesi Comuni, Publiacqua e Plures saranno impegnati per l’adeguamento degli statuti, da cui dovrà essere eliminata la quotazione in borsa: l’obiettivo è che dal 1 gennaio 2027 il nuovo gestore gestisca il servizio su tutto il territorio di Publiacqua. Ci si auspica la stessa cosa anche per Acque Spa».

Diretta la consigliera regionale del M5S Irene Galletti: «Lanciamo un appello ad Acque spa perché avvii immediatamente l'individuazione del soggetto finanziario per la ricerca dei 95 milioni necessari alla liquidazione del partner privato, e ai Comuni che procedano nei loro consigli a deliberare per chiedere le modifiche dello statuto di Plures. È stato un percorso lungo, ma oggi la sentenza ha reso evidente a tutti che la ripubblicizzazione dell'acqua è un dovere e un’urgenza».

Marco Cardone del Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua ha sottolineato la fragilità della risorsa idrica: «L’acqua sta finendo oppure sta straripando: i cambiamenti climatici rendono urgente il fatto che ci dobbiamo preparare a gestire le emergenze. È fondamentale che insieme alla ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico, sia rivisto il sistema fognario e che siano costruite micro reti idriche capaci di accogliere le acque piovane e ricaricare le falde». Per l’assessore al Comune di Cascina Fausto Bosco «non esiste oggi una sola ragione politica o finanziaria o economica che impedisca l’acquisto delle quote private da parte dei soci pubblici».

Presenti tra il pubblico anche Cristina Tronchetti e Tommaso Panigada del Forum acqua pubblica e si-cura di Lucca e Enrico Santambrogio della Rete ambientale della Versilia.


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