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L’INTERVISTA DELLA DOMENICA Domenica 12 Aprile 2026 ore 09:00

Economia circolare e acqua pubblica, le stelle polari di Barontini

L'assessore regionale David Barontini

L'assessore della Giunta Giani, in quota Cinque Stelle, traccia l'orizzonte delle politiche ambientali della Toscana dei prossimi anni



FIRENZE — Dal Consiglio comunale di Cascina all'assessorato all'Ambiente per la Regione Toscana. Un salto in lungo per David Barontini, che da Novembre si occupa di una delle deleghe più delicate in ambito regionale. Non solo, perché Barontini è anche espressione del "campo largo", che ha unito (anche) Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, di cui è esponente. Una storia nuova, per la Toscana, e per lo stesso assessore.

Lei rappresenta il Movimento 5 Stelle all'interno della Giunta del presidente Giani, mentre negli anni precedenti il partito non si trovava in maggioranza. Anche alla luce del referendum, la Toscana (come altre regioni) può essere un modello per il centrosinistra a livello nazionale?

Credo che l’esperienza che stiamo portando avanti in Toscana possa rappresentare un riferimento importante anche a livello nazionale. Il fatto che il Movimento 5 Stelle sia parte integrante della maggioranza di governo dimostra che è possibile costruire un’alleanza progressista non solo sul piano elettorale, ma soprattutto nella concretezza dell’azione amministrativa. Parliamo di scelte quotidiane su temi fondamentali come l’ambiente, la gestione dei rifiuti, l’acqua pubblica, la transizione ecologica e quella energetica. È proprio su questi terreni che si misura la credibilità di un progetto politico e la Toscana sta dimostrando che si può tenere insieme una visione ambiziosa con la responsabilità di governo.

Barontini con la consigliera del Movimento 5 Stelle Irene Galletti

Anche alla luce del risultato del referendum costituzionale, che ha rimesso al centro la partecipazione e il ruolo dei cittadini nelle scelte strategiche, emerge con forza la necessità di un campo progressista capace di rinnovarsi, aprendosi a istanze che per troppo tempo sono rimaste ai margini. Il contributo del Movimento 5 Stelle va esattamente in questa direzione: rafforzare l’attenzione ai beni comuni, alla sostenibilità e alla trasparenza. Questa esperienza vuole dimostrare che è possibile superare diffidenze e contrapposizioni del passato, costruendo un percorso condiviso basato su obiettivi concreti. Non si tratta di rinunciare alle proprie identità, ma di metterle a valore dentro un progetto più ampio. Se questo modello continuerà a dare risultati, come sta già accadendo con il Reddito di Reinserimento lavorativo, credo possa diventare un punto di riferimento per il campo progressista a livello nazionale.

Cosa sta facendo e cosa farà la Regione su questo versante? Quali sono gli obiettivi da raggiungere nell'arco del Suo mandato?

Non vogliamo limitarci alla gestione dei rifiuti, ma dobbiamo pensare in un’ottica di economia circolare e passare a un modello capace di prolungare la vita dei materiali, riducendo al minimo gli sprechi. Vogliamo una gestione intelligente dei rifiuti, che privilegi il riuso, la preparazione al riutilizzo, il riciclo e il reimpiego nei cicli produttivi, così da trasformare ciò che oggi consideriamo scarto in una risorsa. Fra le altre cose, è fondamentale analizzare le migliori tecniche disponibili a livello impiantistico e gestionale, per minimizzare l'impatto ambientale nel trattamento dei rifiuti. Solo in ultima istanza, e nella misura più limitata possibile, si dovrà ricorrere allo smaltimento. Pertanto bisogna attuare, laddove possibile, il principio di prossimità, garantendo l’autosufficienza regionale nello smaltimento dei rifiuti urbani.

Concretamente il programma regionale di riduzione dei rifiuti e dei conferimenti in discarica di rifiuti urbani prevede di arrivare al 20% del totale nel 2026 e scendere al 10% entro il 2035 puntando a superare l’80% di raccolta differenziata. Abbiamo inoltre l’obiettivo, entro il 2028, di arrivare al 75% di raccolta differenziata (nel 2025 è stata pari al 68,28%) e al 65% di recupero dalla frazione differenziata. Sono obiettivi realistici se tutti i soggetti coinvolti faranno la propria parte.

Entro fine mandato c’è poi il tema della revisione del Piano regionale dei rifiuti: infatti nel programma dell’accordo di governo c’è l’obiettivo di modificare la legge regionale sulle autorità per il servizio di gestione integrata per i rifiuti urbani. Vogliamo trovare il miglior modo possibile per arrivare a un progressivo allineamento al protocollo "Zero Waste" verso la riduzione dei rifiuti e a obiettivi di differenziazione e chiusura del ciclo, per giungere a una progressiva chiusura degli inceneritori esistenti e delle discariche della Toscana.

Altro tema rilevante è quello dell'acqua pubblica, su cui i 5 stelle anche nella precedente legislatura hanno insistito molto e che è parte integrante dell'accordo di programma con il Partito Democratico. C'è condivisione sul tema della gestione completamente pubblica?

Il programma elettorale dell’attuale maggioranza, che recepisce quanto richiesto dal Movimento, dice chiaramente che l’acqua va gestita come un bene comune, sottraendola a logiche esclusivamente economiche e riportando al centro il ruolo dei cittadini. Serve una riflessione sul modello di gestione del servizio idrico, valutando anche forme interamente pubbliche capaci di garantire tariffe sostenibili, qualità ed efficienza, insieme a un adeguato assetto degli ambiti territoriali.

Barontini durante un'iniziativa all'isola d'Elba

In questa direzione, può essere utile rivedere i sub-ambiti ottimali per valorizzare le specificità locali e rafforzare la partecipazione delle comunità. È fondamentale che gli enti locali individuino soluzioni efficaci e sostenibili, orientate alla qualità, alla tutela ambientale e a un solido controllo pubblico, senza finalità di profitto. Le risorse generate dal servizio dovrebbero essere reinvestite nel miglioramento delle infrastrutture, nella riduzione delle perdite e nel contenimento delle tariffe. In generale poi servono strumenti adeguati sul piano industriale e sarebbe utile un confronto sulla creazione di una struttura regionale per gli investimenti nel sistema idrico, capace di rispondere agli obiettivi europei in materia di resilienza, qualità delle acque potabili e trattamento delle acque reflue.

Parallelamente, bisogna puntare a standard sempre più elevati, anche con l’uso di tecnologie avanzate per il monitoraggio degli inquinanti emergenti, come i Pfas, su cui da poco il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione a prima firma dei consiglieri del Movimento 5 Stelle. Su questo, inoltre, verrà proposta da me in Giunta una delibera che avvia un’indagine conoscitiva sulla presenza di Pfas negli scarichi idrici, nelle emissioni in atmosfera e nei rifiuti, per individuare le principali fonti di contaminazione e migliorare i controlli supportando eventuali future misure di riduzione degli inquinanti. All’interno della stessa proposta di delibera viene effettuato un passaggio fondamentale alla base di tutti i controlli che verranno effettuati ovvero una chiara scelte delle metodologie di campionamento e di analisi di ciascun Pfas. L’obiettivo, quindi, è un modello integrato che coniughi gestione pubblica, economia circolare ed efficienza energetica lungo tutto il ciclo dell’acqua.

 A inizio del Suo mandato ha fatto riferimento alle Comunità energetiche rinnovabili come uno strumento fondamentale per la transizione energetica. In Toscana, e anche nella "Sua" provincia di Pisa, ci sono però diversi progetti di parco solare o agrivoltaico che rischiano di impattare molto sul paesaggio. Come si garantisce l'equilibrio giusto tra transizione e tutela ambientale?

Le Comunità energetiche rinnovabili, tra i 23 punti del programma di mandato regionale del Movimento 5 Stelle, rappresentano uno strumento chiave per la transizione energetica, sia per il valore ambientale sia per il contributo alla stabilità del sistema elettrico. Offrono benefici concreti: riduzione dei costi, maggiore autonomia energetica e valorizzazione delle risorse locali, rafforzando al tempo stesso il legame tra cittadini, istituzioni e territorio. Favoriscono inoltre la diffusione delle rinnovabili, contribuiscono alla tutela ambientale e rappresentano un supporto concreto contro la povertà energetica, grazie anche alla redistribuzione dei benefici economici.

Più in generale la Toscana ha scelto di privilegiare l’installazione di impianti su superfici già impattate come quelle su cui insistono impianti industriali, discariche in post-mortem e cave abbandonate. In questa direzione si colloca il Piano delle zone di accelerazione, ovvero le aree in cui l'installazione di impianti di energia rinnovabile beneficerà di procedure autorizzative semplificate e tempi ridotti, in fase di predisposizione, che punta a ridurre ulteriormente l’impatto sul paesaggio e aree agricole. La legge nazionale ha inoltre aggiornato criteri e procedure, assegnando alle Regioni il compito di individuare le aree idonee per le energie rinnovabili.

L’equilibrio tra transizione ecologica e tutela ambientale si costruisce attraverso una buona legge regionale sulle aree idonee, che permetta di distribuire gli impianti sul territorio in modo coerente, applicando vincoli e fasce di rispetto, così da evitare concentrazioni eccessive. Va inoltre ricordato che le autorizzazioni per gli impianti più grandi restano di competenza ministeriale: in questi casi, Comuni e Regione possono esprimere osservazioni che però non sono vincolanti. Infine, la stessa legge 4/2026 ha ridotto in modo significativo la quota di territorio nazionale considerata idonea, dal 40% al 5%, ridimensionando la percezione di una possibile deregolamentazione già avvertita e segnalata da diversi territori. La realizzazione di nuovi impianti sarà quindi più selettiva. Sull’agrivoltaico, inoltre, vogliamo fornire delle linee guida chiare per una progettazione che sia coerente e per garantire un giusto equilibrio tra paesaggio e produzione di energia rinnovabile.

Di recente sono terminati i lavori sulla strada regionale 429, nell'area dov'è stata rilevata la presenza di Keu. In che modo proseguirà l'impegno della Regione per monitorare e, soprattutto, evitare episodi simili?

Il Keu è stato uno sfregio contro il territorio della Toscana e l’impegno per evitare eventuali episodi simili è, da parte nostra, totale. Anche per questo nelle scorse settimane ho fatto sopralluoghi sia alla ex cava di Paterno a Vaglia sia sulla strada regionale 429 a Empoli. Riguardo a quest’ultima, l’intervento di bonifica è stato effettuato in collaborazione con il commissario unico nazionale per le bonifiche generale Vadalà, con il sub commissario tenente colonnello Tarantino e con il Comune di Empoli, il tutto con l’impiego anche di fondi regionali. Sono risorse pubbliche impiegate per rimediare a criticità ambientali del passato e questo rende evidente quanto sia fondamentale prevenire e controllare.

Barontini con il giornalista Sigfrido Ranucci

Il monitoraggio del territorio toscano è stato potenziato e continueremo in tale direzione. Fra le idee che vogliamo implementare c’è anche quella di valutare l’utilizzo dei dati satellitari già impiegati per l’individuazione delle “frane lente” nella difesa del suolo anche per controllare eventuali accumuli di masse in aree sospette.

Oggi il tema bonifiche fa parte di una visione sistemica, che collega la tutela ambientale alle politiche economiche, territoriali e di pianificazione, ponendo le basi per processi di rigenerazione e riqualificazione. La sfida futura sarà quella di rendere le procedure di bonifica sempre più efficaci, riducendo i tempi di attuazione e i possibili conflitti tra i diversi livelli amministrativi. Inoltre, è centrale integrare gli interventi di bonifica nelle strategie di transizione ecologica, valorizzando il riuso sostenibile del suolo, riconosciuto sempre più come una risorsa limitata e strategica. Proprio con l’obiettivo di rispondere a queste sfide e di dare attuazione alle specifiche azioni previste dal Piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati e dal Piano regionale dell’economia circolare, con apposita delibera da me presentata, è stata avviata da pochissimo tempo un’attività di ricognizione completa dei siti pubblici da bonificare del territorio regionale, perché la tutela dell’ambiente passa anche dalla capacità delle istituzioni di intervenire in modo tempestivo, coordinato ed efficace.


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