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Cronaca martedì 06 maggio 2014 ore 19:30

"Ci hanno chiesto di verificare che le telecamere funzionassero"

Quel pomeriggio di paura a Pisa, tra serrande chiuse e turisti in cerca di rifugio. Il passaparola tra i commercianti e la conta dei danni



PISA — Un pomeriggio di danni economici, uno spregio ai commercianti e all’economia. Eccola, riassunta in una frase, la manifestazione che ha sfilato sabato a Pisa secondo imprenditori e commercianti del centro città.

Molte infatti sono i negozianti che al passaggio del corteo hanno preferito chiudere le loro attività per limitare i danni provocati dagli atti di vandalismo che si sono verificati tra corso Italia e Borgo stretto per mano dei manifestanti con il lancio di uova riempite di vernice e muri imbrattati con le bombolette spray.
Tra questi Anne Paduart: “Ho preferito chiudere l’attività su consiglio dei vigili dalle 16 alle 20. Così, ho perso un pomeriggio di lavoro”.
A dare il primo allarme, raccontano Alessio Lazzeri e Francesco Shytani, sono state le forze dell’ordine: “La polizia ci ha invitato a chiudere le attività perché che i manifestanti cercavano scontro”. Ma Tra i commercianti di Corso Italia c’è anche chi, come Carolina, di chiudere non ha avuto tempo: “Il negozio
è rimasto aperto e gli schizzi di vernice sono arrivati sul pavimento interno. Tutto questo non sarebbe successo se i controlli sulla folla fossero stati adeguati”.
C’è poi chi l’allarme l’ha ricevuto da altri commercianti: “Non siamo stati informati della manifestazione - racconta Yuri -. Abbiamo deciso di chiudere
il negozio all’arrivo del corteo su consiglio di altre attività dalle 16 fino allo smaltimento completo della folla, intorno alle 19. Un pomeriggio di lavoro perso”.
“È una vergogna - commenta Lucia Toniolo - che sia stato dato il permesso di fare una simile manifestazione, a maggior ragione di sabato pomeriggio, quando famiglie e turisti passano numerosi per il centro. Ad averci rimesso siamo noi commercianti, che abbiamo perso l’incasso di un pomeriggio, senza
considerare le spese per la riparazione dei danni. Ho fatto denuncia ai carabinieri, ma sul risarcimento non ci posso contare. Sono indignata per ciò che è successo non solo come commerciante, ma anche come cittadina e come madre di due figli, perché si tratta dell’ennesimo esempio di superficialità
e di mancanza di controllo in città ”.
Ma il passaggio del corteo avrebbe creato scompiglio anche tra famiglie e turisti: “Molti dei passanti hanno cercato rifugio all’interno dei negozi – commenta una commessa - a dimostrazione che in città non abbiamo abbastanza sicurezza; è stato un rischio per la città, ma i responsabili degli atti vandalici non potranno
essere riconosciuti dai sistemi di sorveglianza perché agivano a volto coperto”.
Le banche sono state le attività più bersagliate dai manifestanti. Le direttrici Sandra Nencioni e Rosaria Littara commentano: “Fortunatamente non abbiamo riscontrato danni dal punto di vista operativo e del sistema di sorveglianza. Forniremo le registrazioni alle autorità, ma ripulire le vetrate e gli sportelli automatici dalla vernice spetta a noi”.
“La Digos - aggiunge Rosaria Littara - già venerdì mattina ci chiese di verificare in via preventiva il corretto funzionamento delle telecamere in vista della manifestazione, a dimostrazione che ciò poteva essere
previsto ed evitato”.

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