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Cronaca lunedì 10 febbraio 2014 ore 20:46

Dalla Giornata della Memoria al Giorno del Ricordo, l'importante è non dimenticare

L'invito alla commemorazione del Prefetto Tagliente. Presente una delegazione di Cascina



PISA — “La necessità di non dimenticare le tragedie umane, causate dalla guerra, viene garantita anche con le celebrazioni delle solennità nazionali. Soltanto 15 giorni fa, il 27 gennaio, abbiamo celebrato la Giornata della Memoria, mentre esattamente 8 giorni fa, il 2 febbraio, abbiamo commemorato, a Pisa, il ‘Giusto tra le Nazioni’ Angelo de Fiore.

Oggi, Giorno del Ricordo, commemoriamo le vittime dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata”. Lo ha detto il prefetto Francesco Tagliente, intervenuto questa mattina alle celebrazioni, organizzate a Pisa, per Il Giorno del Ricordo.

“La scelta del 10 febbraio non è casuale – ha proseguito Tagliente –. Infatti questa solennità nazionale si celebra ogni anno nello stesso giorno in cui, nel 1947, furono firmati a Parigi i trattati di pace in base ai quali l’Italia cedeva Istria, Fiume e Zara alla Iugoslavia, provocando l’esodo delle popolazioni istriane, fiumane e dalmate dalle loro terre. Due date simbolo per l’intera collettività, dunque, scelte per ricordare la ferocia dell’uomo sull’uomo e per onorare le vittime di quei tragici avvenimenti. Il nostro pensiero e la nostra vicinanza vanno, oggi, a tutti i familiari delle vittime degli efferati massacri delle foibe e ai rappresentanti delle associazioni che mantengono viva la memoria di quella tragedia e dell’esodo di intere popolazioni, portatrici di identità culturali e tradizioni che non devono essere cancellate” ha aggiunto il Prefetto.

Coltivare la memoria di quanto è accaduto è indispensabile per ristabilire la verità storica.

“Giornate come questa devono rappresentare momenti di riflessione – ha detto ancora – perché situazioni così dolorose siano per sempre consegnate al passato.

Non possiamo e non dobbiamo dimenticare chi fu ucciso o costretto ad abbandonare la propria terra per restare fedele alla propria identità culturale di lingua e tradizioni.

È importante – ha proseguito – che tragedie come quelle delle Foibe e della Shoah rimangano stampate nella memoria collettiva affinché si consolidi, soprattutto nelle giovani generazioni, un profondo spirito di solidarietà, tolleranza e comprensione verso i propri simili, qualunque sia la loro estrazione geografica, storica, politica, religiosa e sociale.

Non dobbiamo mai dimenticare che gli esseri umani sono tutti uguali. Per questo la condanna e lo sdegno di fronte a ogni forma di ingiustizia, il ripudio di ogni tipo di violenza ed oppressione devono diventare il punto di partenza per meditare su quanto avviene intorno a noi, condannando qualsiasi crimine commesso in nome di un ideale.

Auspichiamo che il significato di questa giornata si consolidi ancora di più nella percezione comune degli italiani, soprattutto dei giovani – ha concluso il Prefetto – e che si costruisca così una coscienza condivisa, per poter guardare al futuro con serenità e gettare le basi per un avvenire fondato sul rispetto della dignità di ogni essere umano”.

A Pisa c'era anche una delegazione del consiglio comunale di Cascina composta dalla presidente Paola Viegi e dal consigliere Marco Forti
"Questa celebrazione - per Viegi - vuole restituire il giusto riconoscimento, non solo istituzionale, a tanta sofferenza subita dagli italiani del confine nord orientale nel secondo dopoguerra, quando furono oggetto di un dramma umano che li ha segnati per sempre. Bisogna ricordare contro ogni discriminazione ideologica, creare memoria collettiva dei fatti e delle vicende storiche di quel tempo, diffondere in modo imparziale le conoscenze per una partecipazione consapevole in virtù di quei principi di democrazia e di libertà lasciatici in dote dai nostri padri costituzionali. Ricordare è indispensabile per attuare finalmente quel processo di integrazione europea ormai non più rimandabile e per sensibilizzare le generazioni più giovani alla necessità di una convivenza europea più dignitosa e rispettosa dei diritti umani e delle diversità".

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