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Cronaca venerdì 21 marzo 2014 ore 12:39

Dirigenti scolastici, serve una soluzione alla decadenza

Il consiglio provinciale di Pisa, preoccupato per gli istituti, la chiede al Ministero



PISA — “L’intero consiglio ha ben compreso che l’interruzione del lavoro che i dirigenti portano avanti nelle loro scuole da due anni metterebbe a rischio il processo di rinnovamento e qualificazione delle scuole stesse e il patto stretto con gli studenti e le loro famiglie, i docenti e il personale, gli enti locali e il territorio di riferimento".
Per questo il consiglio provinciale di Pisa ha chiesto all'unanimità al ministero della Pubblica istruzione di trovare una soluzione alla decadenza dei dirigenti scolastici toscani, vincitori del concorso del 2011, prevista dalla recente sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato i risultati della prova per motivi formali.
“La nostra Provincia - spiega l’assessore all’Istruzione Miriam Celoni -, ferma restando la salvaguardia dei diritti individuali di tutte le persone coinvolte, sia quelle che hanno vinto il concorso e sono in servizio ormai da due anni, sia le ricorrenti, che eventualmente sono state illegittimamente escluse chiede che siano trovate soluzioni che garantiscano gli interessi della comunità provinciale, del sistema scolastico provinciale e i diritti delle decine di migliaia di studenti e genitori che devono vedersi assicurato il miglior servizio possibile offerto dalle scuole del territorio”.
Il rischio di dover ripetere la correzione di una parte delle prove scritte e tutte le prove orali, priverà di fatto 112 scuole toscane dei propri dirigenti, i quali, immessi in ruolo con il concorso, da quasi due anni gestiscono più di un quarto delle scuole toscane e della Provincia di Pisa (10 istituti comprensivi e 2 scuole superiori) realtà, di cui, con le responsabilità ed il peso di istituzioni scolastiche che in media hanno di più di mille alunni e 100 dipendenti tra docenti e Ata.
Un provvedimento che preoccupa la Provincia, in una fase storica in cui si è ormai completato in gran parte il dimensionamento e la riorganizzazione della rete scolastica ed in particolare degli istituti comprensivi.
“Il nostro ente – aggiunge l’assessore Celoni – dal momento in cui li sono state trasferite le competenze sulla programmazione della rete scolastica, si è mosso per garantire alle scuole una struttura gestionale che garantisse stabilità e facilitasse l’integrazione tra cicli scolastici a tutto vantaggio della lotta alla dispersione e del successo formativo, ivi compresa la scelta di organizzare tutte le nostre scuole di base in istituti comprensivi, che sono rimasti gli stessi dal 2003 ad oggi. In questa prospettiva, l’assenza o la precarietà del dirigente scolastico rappresenta l’impossibilità di perseguire questo fine proprio a causa della brevità degli orizzonti temporali nei quali la scuola è costretta ad agire”.
L’ordine del giorno votato dal consiglio provinciale sottolinea che le scuole toscane e della nostra provincia rischiano di andare verso un “collasso organizzativo, a causa anche del numero di reggenze che si verrebbe a creare, con dirigenti a mezzo servizio tra la scuola di titolarità e quella in reggenza".


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