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Attualità Martedì 27 Gennaio 2026 ore 13:00

Due finanziamenti europei alla ricerca pisana

Da un lato la Normale con gli strumenti per spiegare l'Intelligenza Artificiale, dall'altro il Sant'Anna per i microrobot in ambito clinico



PISA — Atterrano a Pisa, direttamente da Bruxelles, due Erc Proof of Concept, ovvero il finanziamento da 150mila euro erogato dal Consiglio europeo della ricerca a studiosi che hanno già ottenuto un contributo in ambito europeo. A ricevere i fondi sono due gruppi di ricercatori: uno della Scuola Normale e l'altro della Scuola Superiore Sant'Anna.

Per la Scuola Normale spicca il progetto "Illume-4 Science", coordinato dalla professoressa Fosca Giannotti. Si tratta di dimostrare come i metodi di XAI, che consentono di aumentare i suggerimenti degli algoritmi di Intelligenza Artificiale, spesso opachi, con forme di spiegazione umanamente comprensibili, siano uno strumento importantissimo per accelerare il processo scientifico, per validare le ipotesi degli scienziati e per stimolare nuove intuizioni.

"Quando l’Intelligenza Artificiale supporta decisioni che incidono sulla salute e sul benessere delle persone, o prevede il possibile scenario di un esperimento scientifico, la sfida non è solo prevedere bene, ma anche spiegare perché - ha commentato Giannotti - questo permette agli scienziati di validare le loro ipotesi, o di costruirne altre, ed alle persone di decidere di accettare o no tale decisione". 

Il finanziamento è stato garantito anche alla Scuola Superiore Sant'Anna, per sostenere il progetto Bioenact coordinato da Stefano Palagi, professore associato di Bioingegneria all’Istituto di Biorobotica di Pontedera. Il nuovo contributo ha l’obiettivo di rendere i microrobot sviluppati, che hanno le caratteristiche di essere ultra-soffici e autosufficienti, riassorbibili e capaci di sfruttare sostanze presenti nei tessuti corporei per il loro movimento. In particolare, con BIOENACT, Palagi e il suo team di ricerca puntano a elaborare una strategia di traslazione per avvicinare i microrobot all’ambito clinico.

"Stiamo cercando di dotare i microrobot di caratteristiche avanzate ispirate alle cellule immunitarie - ha spiegato Palagi - per esempio, prendendo ispirazione dalla marcata capacità delle cellule immunitarie di cambiare forma, che permette loro di muoversi all'interno dei tessuti corporei, abbiamo sviluppato dei microrobot magnetici ultra-deformabili e, inoltre, stiamo studiando se questo possa permettere loro di penetrare all'interno di tumori solidi. Un'altra caratteristica a cui ci siamo ispirati è la capacità delle cellule di operare consumando sostanze chimiche a loro disposizione. Stiamo quindi sviluppando microrobot attivi ed energeticamente autonomi".


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