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Cronaca martedì 01 luglio 2014 ore 09:05

Export in crescita in provincia di Pisa

Crescono hi-tech e meccanica. Male commercio al dettaglio, elettronica e trasporto



PISA — Quelle che reggono meglio esportano. Vanno meglio il settore tecnologico e la meccanica, arrancano calzature e commercio al dettaglio. Ma, in generale, a far soffrire l'economia pisana è la domanda interna. 

I dati economici 2013 della Provincia di Pisa li ha presentati Pierfrancesco Pacini, presidente della Camera di Commercio. In generale l'andamento, con un 1,9% di Pil, segue quello italiano (-1,9%) e toscano (-1,7%). A determinare il calo, come ormai da tre anni a questa parte il calo della domanda interna. Mentre le aziende e i settori che esportano reggono e anzi sono in crescita: l'export pisano fa infatti segnare il 2,9% in più rispetto al 2013

Per quanto riguarda le ricadute economico-sociali, è in crescita la disoccupazione, che passa del 6,8% del 2012 all'8,6% nel 2013, pur mantendosi più bassa rispetto alla media nazionale e regionale. Sono i giovani, la fascia di età fino ai 35 anni, ad avere più difficoltà nel trovare lavoro.

Sono in controtendenza le aziende hi-tech, che fanno segnare addirittura un +3,4%. Una ricchezza su cui Pisa investe anche grazie al sistema della formazione che comprende insieme all'Università, anche la Scuola Sant'Anna e la Scuola Normale. 

Bene anche i minerali non metalliferi, in particolare il vetro, che segnano un +4,5%. In forte crescita, dopo la battuta di arresto del 2012, la meccanica (+2,7%), grazie soprattutto alle esportazioni in Germania, Romania e Turchia.

Dati in chiaroscuro per la chimica-farmaceutica: fatturato in crescita (+4,5%), ma produzione in discesa (-1,9%), segno che il settore sta attingendo alle scorte. Regge l'agroalimentare

Il turismo cresce sull'extra-alberghiero (+0,9%) e cala sull'alberghiero (-3,5%), soprattutto a causa della forte diminuzione del turismo italiano, mentre aumentano i turisti stranieri. 

Le pelli hanno recuperato nella seconda parte dell'anno, ma sono rimaste al -2%. Mantengono comunque un ottimo dato sull'export con +2,3% di cuoio lavorato e +19% di cuoio grezzo. Per il resto vanno male le calzature (-3,1%), i metalli (-2%) e malissimo l'elettronica e i mezzi di trasporto (-9,7% produzione e -6% fatturato), l'edilizia (-7,8%) il manifatturiero (- 8,2%). Molto male anche il commercio al dettaglio (-5,3%) a testimoniare ancora una volta il forte problema del calo della domanda interna.

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