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Cronaca venerdì 09 novembre 2018 ore 13:40

"La polemica sul Serra è inutile"

Incendio nel pisano, Confagricoltura Toscana: “Soldi per il Serra? Polemica inutile” Miari Fulcis: "Serve innovazione e prevenzione"



FIRENZE — Non ho mai visto un Governo o un'altra istituzione pubblica risarcire un incendio. Questa dei soldi negati dal Governo dopo l'incendio sul Monte Serra mi pare una polemica inutile e sterile che serve solo a questo o a quel politico a farsi un po' di pubblicità sui media” così Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana, commenta la mancata decisione da parte del Governo di decretare lo stato di emergenza e stanziare i relativi fondi a seguito dell'incendio che ha distrutto il Monte Serra nel pisano.

“L'unica strada percorribile – spiega Miari Fulcis - potrebbe essere il riconoscimento di una RC per risarcire i danneggiati veri da parte di chi ha appiccato il fuoco o da chi ha mal gestito (e molte volte non per sua incapacità) il bosco stesso. Un incendio è solo la fine prevedibile di una lunga serie di cause negative: dai terreni incolti alle costruzioni abusive. Una volta c'era la Forestale che presidiava il territorio, era a fianco degli agricoltori per suggerire la miglior pratica per la gestione del bosco e che interveniva sulle parti pubbliche direttamente con migliorie e gestioni”.

È sparita la prevenzione. Oggi manca proprio questo controllo costante e puntuale. Più che versare inutili lacrime dopo, serve ripristinare il principio per cui un bosco è a tutti gli effetti un coltivo agricolo con i suoi cicli produttivi e redditi conseguenti. quindi è necessario un presidio costante delle superfici boscate che devono ritornare ad essere viste in un'ottica economica con supporto di Guardie Forestali capaci di suggerire e controllare le imprese locali nel loro fare e pronte a emettere provvedimenti severi nei confronti di malintenzionati. Oggi la tecnologia, se ben applicata, può essere di enorme supporto. Chiedo quindi un intervento pilota diverso dallo stato di emergenza che possa permettere una nuova visione del bosco non come entità statica verde ma come luogo per il lavoro con un presidio serio e innovativo. In questo può essere visto anche il recupero delle cose disastrate conclude Francesco Miari Fulcis.


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