QUI quotidiano online. Registrazione Tribunale di Firenze n. 5935 del 27.09.2013
PISA
Oggi 11° 
Domani 10°16° 
Un anno fa? Clicca qui
Qui News pisa, Cronaca, Sport, Notizie Locali pisa
sabato 14 dicembre 2019

Attualità mercoledì 28 gennaio 2015 ore 15:05

I dromedari del Parco, la storia in un libro

Dalle prime presenze medievali al ritorno nel 2014. In programma nella tenuta, la presentazione del volume di Giovanni Ranieri Fascetti



PISA — Tutto pronto per la presentazione del volume di Giovanni Ranieri Fascetti I cammelli di Pisa, magnifica presenza. L'appuntamento è per venerdì 30 gennaio alle 17, nella sala Gronchi della tenuta di San Rossore.

L’evento sarà preceduto da un'escursione in trenino per visitare l’area, in località Boschetto, presso la quale si trovano i dromedari, con ritrovo fissato alle 15 al Centro visite San Rossore. Per la partecipazione alla visita guidata è necessaria la prenotazione entro giovedì 29 gennaio.

La presentazione del libro di Giovanni Ranieri Fascetti, che reca testimonianze storiche della presenza dei dromedari (in Toscana da sempre chiamati cammelli), a Pisa e a San Rossore, sarà coordinata dal giornalista Renzo Castelli, e prevede la partecipazione, oltre che dell’autore, anche del presidente dell’Ente Parco Fabrizio Manfredi e della Presidente del Club Unesco di Pisa Franca Vitale Fascetti

La lettura di brani tratti dall’opera sarà affidata a Maria Beatrice Del Lupo Trenta, mentre a chiudere l’incontro sarà il direttore dell’Ente Parco Andrea Gennai.

Nel volume I cammelli di Pisa, magnifica presenza, voluto dall’ente Parco, Giovanni Ranieri Fascetti delinea un profilo storico della presenza dei dromedari nel Granducato e in particolare nella Tenuta di San Rossore, ricordando come l’individuazione esatta della data del loro primo arrivo in Toscana, che si stima sia avvenuto nel 1622, sia in realtà “un falso problema dal momento che, già nel Medioevo, la presenza di animali esotici in Italia, e segnatamente in Toscana, non doveva rappresentare un fatto straordinario”.

Fascetti prosegue la ricostruzione fino a citare il primo tentativo di reintroduzione negli anni Sessanta del dopoguerra e la volontà del Gruppo Ippolito Rosellini di trasformare quella presenza da temporanea in definitiva.

Secondo l'ente Parco, il ritorno dei dromedari nella ex tenuta presidenziale, avvenuto nel 2014 grazie alla donazione dell’Agesci, "contribuirà al rilancio di San Rossore quale meta di attività turistiche e di educazione ambientale, e soprattutto alle iniziative di ripristino dell’ecosistema dunale, poiché tali animali possono essere utilizzati per operazioni come la rimozione dei rifiuti dalle spiagge senza danneggiare le dune presenti.
Per l’Ente Parco i dromedari rappresentano, anche in vista del nuovo Piano di fruizione della Tenuta di San Rossore, un elemento di attrattività turistica, in grado di far sì che in futuro gli itinerari e i percorsi all’interno della tenuta includano anche soste presso gli edifici destinati alle attività agro-zootecniche, finora per lo più ignorati dai circuiti di visite ma di sicuro interesse per i visitatori della tenuta interessati a conoscerne anche gli aspetti storico-culturali da un lato e legati al mondo agricolo dall’altro".



Tag

La contestatrice di Salvini insultata: «Cessa, comunista, drogata»

Ultimi articoli Vedi tutti

Attualità

Cronaca

Attualità

Cronaca