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domenica 26 maggio 2019

Spettacoli giovedì 03 aprile 2014 ore 15:15

La Tempesta di Shakespeare al Teatro Verdi

Due spettacoli per una lettura moderna del regista e protagonista Valerio Binasco



PISA — Valerio Binasco, regista e protagonista della Tempesta, dirigerà la Popular
Shakespeare Kompany
, dando una lettura in chiave moderna dell’opera cardine del teatro shakespeariano. L’appuntamento è al Teatro Verdi sabato 5 aprile alle 21 e domenica 6 alle 17.
La tempesta, la penultima opera di Shakespeare, oltre a parlare dei tormenti interiori, dell’odio e dell’amore, temi tipici della classicità come la colpa, il perdono, l’espiazione, introduce caratteri attuali attraverso il gioco dialettico tra sogno e realtà e l’allusione costante al teatro o, meglio, al modo in cui il teatro possa svolgere un’azione edificante per il pubblico. 

Prospero, il protagonista dell’opera, duca di Milano costretto all’esilio in una
imprecisata isola del Mediterraneo, con la sua arte magica (una tempesta che
costringerà i suoi antagonisti a fermarsi proprio nella sua isola) obbliga tutti gli altri
personaggi a muoversi secondo il suo volere: con l’aiuto dello spiritello dell’aria Ariel, riuscirà a redimere Alfonso re di Napoli, a far emergere la natura mediocre di suo fratello Antonio che contro di lui aveva tramato, a far innamorare e sposare sua figlia con il principe di Napoli restituendole gli onori ai quali aveva diritto. Prospero, insomma, come una specie di Amleto che mette in scena la vendetta invece di realizzarla.
Annoverata fra i lavori più ‘magici’ di Shakespeare, La Tempesta appartiene all’ultima fase creativa dell’intramontabile drammaturgo, quella dei ‘romances’, in cui egli rielabora in dimensione mitica e sacrale le grandi tematiche delle tragedie e commedie precedenti, a partire dalla lotta intestina per il trono (qui quella di Prospero, il legittimo Duca di Milano fatto esiliare dal fratello Antonio sull’isola misteriosa, dove i due si rincontreranno dopo il naufragio e la tempesta), a quella del teatro nel teatro e a quella degli scherzi e incroci amorosi che sono sempre rivelatori di altro (come accade a Miranda, figlia di Prospero, e Ferdinando, figlio del Duca di Napoli amico del fratello usurpatore Antonio). In questa sua Tempesta, Valerio Binasco, pluripremiato regista e attore, una delle figure più rappresentative del teatro e del cinema italiani, è - oltre che regista e traduttore del testo - anche interprete del ruolo di Prospero, ed ha scelto proprio questo capolavoro per ‘battezzare’ la Popular Shakespeare Company: una compagnia nata come «idea di teatro ‘ecologica’, non inquinante: non ci sono sperperi di denaro, non c’è politica, non c’è routine, non c’è bugia. C’è il Teatro come deve essere: festoso e disperato…»;una compagniache si ispira alle grandi compagnie del passato perché «il teatro è una forza del passato. Il teatro ha un rapporto magico col passato dell’umanità, e la sua missione artistica è quella di perpetuarne il presente. Il teatro è un ‘tempo presente’ che non finisce mai, attraverso i secoli. E la sua magia si chiama recitazione»; una compagnia che, nella consapevolezza di questi tempi così difficili, ritiene che «tra i mille modi di opporsi all’agonia» il più bello e rispettabile sia «aprire ancora una volta il sipario sulla favola dell’umanità. Che di favola si nutre. E che di favola è degna".
Con queste premesse, il primo spettacolo della Popular Shakespeare Kompany non poteva che essere La Tempesta: «questa favola malinconica che parla della fine del mondo, e lo fa in modo assurdamente euforico e disperato, con allegria di naufraghi». Perché La Tempesta, come precisa ancora Valerio Binasco nelle sue note di regia, «è uno dei testi più misteriosi e affascinanti del teatro mondiale. Gran parte del suo fascino dipende proprio dal suo mistero… Cercare il bandolo della matassa è inutile; è molto meglio puntare dritti al cuore della matassa, e perdersi. Qual è il cuore della Tempesta? Per me è un dramma (malinconicamente) giocoso sulla fine della civiltà, sulla fine della vita e sulla fine delle cose in generale".
Con Binasco sono in scena Alberto Astorri, Fabrizio Contri, Andrea Di Casa, Simone Luglio, Gianmaria Martini, Deniz Ozdogan, Fulvio Pepe, Giampiero Rappa, Sergio Romano, Roberto Turchetta, Ivan Zerbinati; musicista dal vivo Gianluca Viola.Scene atemporali ed essenziali di Carlo de Marino, dai bei toni arancioni; costumi contemporanei diSandra Cardini, musiche originali di Arturo Annecchino, luci di Fabio Bozzetta.Lo spettacolo dura 2 ore e 10 ed è una coproduzione Oblomov Films, Teatro Metastasio Stabile della Toscana e Fondazione Teatro di Napoli.

Viola Luti
© Riproduzione riservata



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