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mercoledì 22 maggio 2019

Cronaca sabato 30 aprile 2016 ore 09:28

Sul corpo della bambina l'impronta di una scarpa

Convalidato l'arresto per Tonino Krstic, accusato di maltrattamenti e lesioni. Ma l'autopsia non riesce a chiarire le cause del decesso



LIVORNO — Viveva in un monolocale fatiscente a Calambrone insieme alla madre e al patrigno. Aveva solo tre anni e quell'alloggio di fortuna si era trasformato prima nella sua prigione. E' là che i soccorritori del 118 l'hanno trovata morta l'altra sera. Sul suo corpo i medici hanno immediatamente notato segni simili a percosse. Ora, dall'autopsia conclusa ieri sera emergono nuovi particolari che tuttavia non bastano a chiarire la causa del decesso.

Intanto, il compagno della madre, il 33enne serbo Tonino Krstic, accusato di maltrattamenti e lesioni sulla bambina, resta in carcere, in isolamento.  Secondo gli inquirenti l'uomo avrebbe ripetutamente picchiato la piccola, lasciandole evidenti segni sul corpo. A dare forza a questa ipotesi l'impronta di una scarpa del tutto compatibile con quelle abitualmente indossate da lui, rinvenuta sul corpicino della bambina

L'autopsia non ha chiarito fino in fondo le cause del decesso ma avrebbe escluso che a provocare la morte possa essere stato un malore improvviso. L'ipotesi più plausibile per gli inquirenti resta quella del decesso avvenuto in seguito a ripetuti maltrattamenti e percosse.

Il compagno della madre, sentito ieri sera, di fronte al Gip ha nuovamente respinto ogni accusa.



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