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mercoledì 20 marzo 2019

Cronaca mercoledì 12 marzo 2014 ore 19:25

ll Comune vende le azioni di Ecofor

Pisa detiene il 31per cento delle quote della società a maggioranza pubblica che ogni anno porta nelle casse municipali circa mezzo milione di euro



PISA — Terremoto societario in Ecofor service, la società a partecipazione mista pubblico privata che gestisce lo smaltimento dei rifiuti in industriali e si occupa della costruzione degli impianti e della manutenzione di quelli esistenti. Il comune di Pisa entro il 30 aprile inizierà le procedure per vendere le sue quote azionarie in Ecofor. La notizia per i più attenti era nell'aria da tempo, da quando il municipio pisano nel 2012 iniziò la ricognizione della sue partecipazioni nelle società sollecitato ufficialmente dal decreto legge sulla spending review ma ora la vendita sarebbe sul punto di concretizzarsi salvo ripensamenti dell'ultimo minuto. A Conferma di ciò c'è anche una delibera votata dal consiglio comunale di Pisa lo scorso 19 dicembre e pubblicata il 10 gennaio 2014. Si tratta della delibera numero 82 con cui il consiglio comunale ha approvato, con 20 voti favorevoli e uno solo contrario, la vendita delle partecipazioni a Ecofor Service spa e a Valdarno spa.

Attualmente il comune pisano è il socio di maggioranza relativa di Ecofor service e detiene il 31,02per cento del pacchetto azionario della società che ha un capitale sociale complessivo di un milione e 170mila euro. Dalla vendita del suo pacchetto azionario il comune del sindaco Filippeschi otterrà un cospicuo utile ancora da valutare.

Per il resto in Ecofor Service come soci compaiono i Comuni della Valdera, del comprensorio del Cuoio e dell'area pisana. Tutti insieme detengono il 60% delle quote societarie, come previsto dallo statuto, i privati invece hanno il 40%: Forti SpA e Piaggio con il 38,1per cento, Cassa di risparmio di San Miniato, Banca di credito cooperativo di Fornacette oggi Banca di Pisa e Fornacette e Banco Popolare per il restante 1,9per cento.

Negli ultimi tre anni la Ecofor Service, che tra la sue vocazioni ha moltissime attività oltre alla gestione del rifiuto industriale, alla costruzione e alla manutenzione degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti e il riciclaggio, ha distribuito al comune di Pisa consistenti dividendi. Si parla di oltre un milione e mezzo di euro nel triennio 2010-2011-2012

Ovviamente la scelta di uscire da Ecofor da parte del comune di Pisa rappresenta un terremoto nella compagine societaria, visto che Pisa è il socio di maggioranza relativa e che fino a ora ha avuto un peso strategico nell'assemblea sulle decisioni aziendali.

Le quote societarie del comune di Pisa non potranno essere acquisite in prima istanza da privati, ma dovranno essere ricomperate dagli altri soci di parte pubblica, perché nello statuto della società è previsto che il rapporto 60per cento pubblico e 40per cento privato in termini di azioni rimanga inalterato. Se poi i soci di parte pubblica, i comuni, non eserciteranno il diritto di prelazione le quote potranno essere comperate dalla parte privata. Alla fine se nessuno degli attuali soci acquisirà le quote di Pisa allora le azioni andranno sul mercato. Insomma i comuni soci potrebbero esercitare la prelazione sul pacchetto azionario pisano e acquistare le quote, ma non è scontato che questo avvenga anche se il valore nominale delle azioni pisane non è estremamente elevato, si parla di poco più di 360mila euro, ma in tempi di crisi per i municipi potrebbero essere troppi, soprattutto se si considera che questo è un valore nominale destinato ad aumentare perché dovrà poi essere stimato per il prezzo di mercato da una commissione di periti.

Sul piano politico però questa decisione non sembra poter essere giustificata solo dalla riorganizzazione della spesa e dalle direttive del governo Monti in materia di aziende partecipate, visto che Ecofor Service lavora per l'interesse pubblico. Basti pensare al ruolo strategico che ha nella gestione e nella costruzione degli impianti di Geofor e soprattutto al fatto che produce utili. La decisione se verrà ratificata dal consiglio comunale in seno alla ricognizione delle aziende partecipate da cui uscire - nell'elenco ci sarebbe anche Valdarno spa - avrà pertanto una valenza politica più ampia e più pesante anche per il futuro su tutto il macro ATO della costa che conta Lucca, Pisa, Livorno e Massa Carrara.

Il passaggio che porterà Pisa fuori da Ecofor dovrebbe essere imminente, tanto che il Comune ha già predisposto gli atti dopo aver chiesto un parere anche alla Corte dei Conti che ha dato il via libera all'operazione. Una domanda però rimane ovvero perché il Comune di Pisa dismette le quote di una società che in futuro potrebbe avere un'importanza strategica e che ogni anno produce utili per circa mezzo milione di euro?



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