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Attualità giovedì 05 settembre 2019 ore 15:54

81 anni fa a Pisa la firma delle leggi razziali

Giornata di riflessione organizzata con comunità ebraica e Anpi. Conti: "Vittorio Emanuele III fece ripiombare l’Italia a un’epoca che credevamo sconfitta"



PISA — Pisa ha ricordato questa mattina l’81esimo anniversario della firma delle leggi razziali italiane, avvenuta a San Rossore a opera di Vittorio Emanuele III, il 5 settembre 1938.

Il “Giorno della Memoria. Contro la persecuzione verso gli ebrei e le ebree e contro ogni razzismo” è stato organizzato dal Comune di Pisa insieme alla Comunità ebraica di Pisa, al Centro interdipartimentale di Studi Ebraici “Michele Luzzati” dell’Università di Pisa, e all’Anpi provinciale di Pisa.

Il programma di questa mattina ha previsto alle 10 il ritrovo alla Sinagoga di Pisa e la deposizione di una corona di alloro alla Lapide che ricorda il sacrificio di Pardo Roques e dei pisani ebrei e non ebrei uccisi dai nazisti sotto il suo tetto in via Sant'Andrea. Poi, alle  10.30, la deposizione di una corona alla lapide che ricorda la firma delle leggi razziali, la persecuzione degli ebrei alla Tenuta di San Rossore.

Presenti alla cerimonia Maurizio Gabbrielli, presidente della Comunità Ebraica di Pisa, il professor Fabrizio Franceschini, direttore del Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici dell’Università di Pisa (CISE) che ha tenuto una Lectio Magistralis su “Primo Levi, Capaneo: gli ebrei ‘pisani’” e il sindaco di Pisa, Michele Conti.

"Per una cinica casualità – ha detto il sindaco Conti - la nostra città rimarrà sempre legata alle leggi razziali che vennero firmate dal re Vittorio Emanuele III a San Rossore dove passava gran parte del periodo estivo, appunto, il 5 settembre del 1938. Una sorta di paradosso della storia rispetto a un’altra celebre legge firmata sempre lungo le sponde del nostro Arno, in Palazzo Reale. Quando il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo nel 1786 cancellava, primo al mondo, la pena di morte e di tortura, creando le condizioni per l’idea di uno Stato moderno e liberale. Con quella firma “pisana”, invece Vittorio Emanuele III fece ripiombare l’Italia a un’epoca che credevamo sconfitta dalla storia, quella delle persecuzioni contro gli ebrei. Le cui conseguenze furono subìte anche da molti pisani. Fortunatamente, la storia ha saputo raccontare quel che successe allora a milioni di ebrei nel continente europeo, a migliaia di ebrei in Italia e a centinaia di innocenti ebrei pisani. E noi, oggi, dobbiamo avere la consapevolezza che per guardare avanti, dobbiamo ricordare e far conoscere il nostro passato".

"Oggi - ha concluso Conti - non può essere il tempo dell’indifferenza, ma quello della consapevolezza di quel che accadde. E di riscoprire anche la nostra storia che è fatta di rispetto, dialogo, confronto e di leggi giuste. Tutte basi per una convivenza pacifica e per la prosperità di qualunque comunità. Compresa la nostra città".


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