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Attualità mercoledì 31 agosto 2016 ore 14:20

Affittacamere abusivi, chiesto un giro di vite

Confesercenti si fa portavoce della richiesta e parla di "Proliferazione di strutture" sorte all'ombra della Torre Pendente



PISA — Pronti a sostenere amministrazione comunale e Guardia di finanza nella lotta all’abusivismo delle strutture ricettive che anche a Pisa sta conoscendo una forte crescita”

L’annuncio arriva dal direttore di Confesercenti Toscana Nord Marco Sbrana, forte di una azione di controlli capillare che è partita in Versilia ed in particolare nel Comune di Massarosa.

“Una città come Pisa in questi ultimi anni ha visto un proliferare di strutture ricettive alternative ai tradizionali alberghi – spiega Sbrana - La stragrande maggioranza in regola con le stringenti normative, ma non sono pochi quelli che si inventano affittacamere eludendo controlli e fisco a dispetto degli imprenditori che invece sono sempre sotto la lente di ingrandimento.

Da anni sosteniamo che il modo più semplice per condurre un’indagine di questo tipo è rappresentato dal raffronto degli elenchi in possesso dell'amministrazione comunale, con quelli facilmente desumibili dai portali di prenotazione on-line». 

Secondo il direttore di Confesercenti Toscana Nord fare un’offerta al pubblico significherebbe esercitare un’attività imprenditoriale, fatto che soggiace a obblighi normativi, fiscali, igienico-sanitari e per la sicurezza sui luoghi di lavoro. 

«L’esercizio abusivo di un’attività turistico-ricettiva - continua - oltre a rappresentare una distorsione della concorrenza a discapito di tutti coloro che operano nel pieno rispetto delle regole, è anche un potenziale fattore di pericolo nei confronti del turista-consumatore, che in assoluta buona fede confida di trovarsi in una struttura regolarmente registrata, e dunque in possesso dei requisiti minimi richiesti per poter operare. 

Esistono precisi obblighi normativi ed amministrativi a carico delle aziende nei confronti del Comune, della Asl e della questura. A questi si aggiunge quello di rispettare le norme del fisco». 

La conclusione di Sbrana: “L’esercizio non professionale di un’attività di affittacamere è previsto dalla normativa della Regione Toscana in materia di turismo, ma prevede condizioni e limiti stringenti. Su tutti la residenza abituale, ma anche la limitazione del numero delle camere e del periodo di esercizio. Aspetti sui quali - conclude - deve essere fatto un controllo rigoroso e puntuale da parte di tutti gli organismi preposti alla vigilanza, onde assicurare il pieno rispetto delle regole. Siamo certi che il Comune di Pisa si stia muovendo in tal senso”.


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