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venerdì 24 maggio 2019

Politica venerdì 19 aprile 2019 ore 09:02

Attività di vicinato chiuse alle 21, è polemica

Il consiglio comunale pisano ha approvato una mozione in tal senso con i voti della maggioranza ma non mancano le discussioni



PISA — Il consiglio comunale, con i voti di maggioranza, ha approvato una mozione per chiudere le attività di vicinato alle 21.

Un voto che, di fatto, va, nell'idea di chi ha pensato la proposta, nell'ottica di salvaguardare le attività di tradizione, impedendo ai minimarket di restare aperti regolamentando così anche la movida.

Ma che trova il parere contrario dell'opposizione. La consigliera Pd Olivia Picchi infatti interviene spiegando che:

"Occorre leggere con attenzione la mozione approvata dalla maggioranza sulla chiusura delle attività di vicinato alle ore 21.00. L'intenzione della Lega era quella di chiudere i Minimarket, lo testimonia il fatto che la mozione nella sua prima stesura riportava questo. 

Inutile sottolineare il pregiudizio verso un'attività che in realtà offre la possibilità ai cittadini di usufruire di un servizio anche in orario notturno, e che tutto questo con la malamovida c'entra poco o nulla.Il punto è che la mozione è stata cambiata e al di là delle intenzioni l'italiano ha un peso specifico soprattutto negli atti pubblici. Nel dispositivo si legge: " impegna il Sindaco e la Giunta a mettere in campo tutte le azioni necessarie per attuare una limitazione delle aperture serali delle attività e inquadrare le 21.00 come orario di chiusura degli esercizi di vicinato del settore alimentare o misto, delle attività di produzione e vendita artigianali di prodotti di alimentari non tipici del nostro territorio pronti per il consumo immediato e di erogazione di alimenti e bevande e di effettuare controlli ciclici. Si invita l'amministrazione comunale a redigere apposito regolamento nel quale sono presenti i presupposti indicati".

Io per prima, appena depositata la mozione, un mese fa su fb ho denunciato l'assurdità della definizione di prodotto tipico".

E Picchi fa degli esempi:

"1) se vai al cinema ed esci alle 22.00 la piadineria sarà chiusa, e il sushi lo stesso per fare alcuni esempi. In una città che vuol fare del turismo la sua forza mi domando come la restrizione dell'offerta enogastronomica si coniughi con tutto questo. Altra domanda a cui non si trova risposta è come possa riguardare al malamovida il limitare la scelta su cosa mangiare a noi semplici cittadini pisani.
2) se sei un imprenditore pisano e vendi prodotti pugliesi o sardi devi chiudere alle 21.00, se invece sei un cittadino pisano e vendi la "torta co' bischeri" puoi stare aperto tutta la notte. Ecco allora che la discriminazione non è solo verso quelle attività che si presume essere gestite da stranieri ma lo è prima di tutti verso la categoria "imprenditori".
3) i negozi di vicinato sono attività di piccole e medie dimensioni, se hai un supermercato o ne apri uno in centro puoi stare aperto e vendere cosa vuoi".



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