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Politica domenica 10 marzo 2024 ore 11:30

Auletta, "Il centro lasciato in mano ai privati"

Ciccio Auletta

Il consigliere di opposizione accusa la Giunta di aver lasciato in mano degli interessi immobiliari il cuore di Pisa: "Così ci sarà desertificazione"



PISA — Migliaia di metri cubi vuoti che, presto, saranno oggetto di speculazione dei privati. Questa è la visione del centro città di Ciccio Auletta, capogruppo di Diritti in Comune, che su alcuni immobili come la ex caserma Artale, il vecchio Dipartimento di Chimica in via Risorgimento, l’ex sede dell’Apes in via Fermi e il complesso del convento di San Vito chiede un cambio di rotta a favore della città.

"E l'elenco continua in zona San Francesco con spazi di proprietà pubblica come Mattonaia, asilo Coccapani e Limonaia abbandonati e messi in vendita, lasciando un vuoto materiale e di funzioni sociali importantissime - ha detto -  come abbiamo denunciato in tutti questi anni, manca volutamente da parte della Giunta una pianificazione che guardi al futuro e risponda all’emergenza climatica, ambientale e sociale della nostra città. Un vuoto di indirizzo che ha come unica conseguenza il permesso agli investitori privati di fare il massimo profitto in queste aree".

"Tutto ciò contribuisce a generare meccanismi finanziari che non hanno alcuna ricaduta positiva sul territorio, accelerando anzi la desertificazione della città e la sua turistificazione - ha aggiunto - ancora una volta non c'è nessun confronto con gli altri enti della città, a partire dall’Università, per sviluppare una seria strategia sul futuro di spazi cruciali come le aree di Chimica e Biologia o i Dipartimenti di Fisiologia e Igiene a Porta San Zeno. Al progetto di privatizzazione della ex caserma Artale, pensato dalla Giunta Filippeschi e realizzato da quella Conti, abbiamo invece contrapposto un percorso di co-progettazione con la cittadinanza: è stato ignorato".

Per Auletta, appunto, serve una strategia pubblica su cosa devono diventare quest'area e tutti gli spazi vuoti nel loro insieme. "Questa strategia dev'essere definita dal Comune attraverso un percorso di partecipazione - ha afferamto - le assemblee sul Piano operativo comunale sono una farsa, dove le richieste di chi interviene rimangono senza risposta. Dobbiamo ripensare lo spazio urbano e la mobilità per ridurre l’impatto ambientale e il consumo di suolo".

"No a una città incentrata su un turismo che genera lavoro povero, precarietà, sfruttamento e rende invivibili e inaccessibili i quartieri del centro storico allontanando gradualmente chi lo abita - ha concluso - le decisioni che verranno assunte sul vecchio Santa Chiara e su tutti questi altri spazi cambieranno i destini di Pisa e proprio per questo non si può lasciare alcuna cambiale in bianco a nessuno, come invece si sta facendo a tutela solo degli interessi privati".


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