Attualità Martedì 16 Giugno 2026 ore 17:30
Badanti, l'allarme Acli: manca il ricambio

Nel Pisano 950 assistenti familiari seguite nel 2025. Fulghesu, "Un terzo ha oltre 60 anni, servono ingressi regolari"
PISA — Il lavoro di cura sostiene una parte sempre più importante del sistema di assistenza alle famiglie, ma il settore inizia a fare i conti con un problema che rischia di diventare strutturale: la mancanza di ricambio generazionale. A lanciare l'allarme, in occasione della Giornata internazionale del lavoro domestico del 16 Giugno, è il patronato Acli di Pisa, che attraverso i dati raccolti nel 2025 fotografa una realtà destinata ad assumere un peso crescente nei prossimi anni.
Secondo quanto emerso dall'osservatorio dell'ente, tra Pisa e Lucca sono state seguite 1.100 famiglie e 1.200 lavoratrici e lavoratori domestici. Nella sola provincia di Pisa le persone assistite dagli uffici sono state 850. Complessivamente sono stati gestiti 1.400 contratti di lavoro domestico, di cui 950 relativi all'assistenza familiare.
"Nel 2025 fra Pisa e Lucca abbiamo incontrato 1.100 famiglie e 1.200 lavoratrici e lavoratori, 850 dei quali nella sola provincia pisana, e gestito 1.400 contratti di lavoro domestico, di cui 950 per assistenza familiare", ha detto il direttore del patronato Acli di Pisa Simone Fulghesu.
Numeri che raccontano un settore ormai fondamentale per il welfare quotidiano di migliaia di famiglie. "Il nostro osservatorio ci restituisce un quadro molto articolato in cui da una parte ci sono le collaboratrici domestiche ormai più vicine a un'idea di lavoro 'normalizzato', con una presenza significativa anche di lavoratrici italiane o di comunità storicamente integrate nei nostri territori, come quella albanese o filippina, dall'altra c'è il mondo delle badanti dove si intrecciano fragilità sociali, bisogni di cura e dinamiche migratorie", ha detto Fulghesu.
Il direttore delle Acli sottolinea come il lavoro di assistenza alla persona sia destinato a diventare sempre più centrale in un Paese caratterizzato dall'invecchiamento della popolazione e dalla trasformazione dei nuclei familiari. "Queste lavoratrici, in gran parte straniere, rappresentano oggi un pezzo fondamentale, anche se non istituzionale, del nostro sistema di welfare: senza di loro moltissime famiglie non sarebbero in grado di garantire assistenza ai propri cari e il loro ruolo è destinato a crescere", ha detto Fulghesu.
A preoccupare maggiormente è però l'età media delle assistenti familiari. Tra le oltre 950 badanti seguite nel 2025, l'età media è di 53 anni. Il 16% ha già superato i 65 anni, mentre un ulteriore 15% si colloca nella fascia tra i 60 e i 65 anni. Un dato che evidenzia come quasi un terzo della forza lavoro sia ormai vicina all'uscita dal mercato.
"Si trascura troppo spesso il fatto che il lavoro domestico è caratterizzato da uno mancato ricambio generazionale", ha detto Fulghesu. "Questo significa che, proprio mentre aumenta la domanda di assistenza, molte lavoratrici usciranno dal mercato del lavoro per limiti fisici o per età".
Anche la composizione della forza lavoro evidenzia un forte ricorso alla manodopera straniera. Solo il 16% delle badanti è italiano. La comunità più rappresentata è quella georgiana, che costituisce il 23% del totale, seguita da lavoratrici provenienti da Filippine, Ucraina, Moldova e Romania. Un equilibrio che potrebbe cambiare nei prossimi anni.
Per il direttore del patronato Acli di Pisa la risposta passa da politiche migratorie più efficaci e da percorsi di integrazione strutturati. "Serve un approccio più consapevole e strutturato. Da un lato politiche migratorie coerenti che garantiscano ingressi regolari e tempi certi, soprattutto per quanto riguarda i permessi di soggiorno. Dall'altro, percorsi di integrazione veri, che aiutino queste lavoratrici a uscire dall'isolamento", ha detto Fulghesu.
"Lavoro domestico non è un settore marginale: è già oggi una colonna portante del welfare. Ma per reggerne il peso anche in futuro, bisogna iniziare a trattarlo per quello che è: una questione sociale centrale, non più rinviabile", ha concluso.
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI











