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Politica domenica 28 ottobre 2018 ore 08:46

Ritorno delle bancarelle in piazza, Pd contrario

Netta presa di posizione da parte del segretario comunale Depresbiteris contro l'ipotesi di un trasferimento, anche temporanio, in piazza Duomo



PISA — Il Partito democratico esprime una netta contrarietà al rientro, neppure a carattere temporaneo, delle bancarelle in Piazza Duomo, ipotesi emersa durante la discussione avvenuta in commissione urbanistica, nella quale è stata anche presentata una ipotesi di ubicazione definitiva.

Auspicando anche una discussione congiunta con la Terza Commissione, cioè quella con delega al commercio, il segretario cittadino del Partito democratico Biagio Depresbiteris ritiene che "la soluzione nel contesto della UMI1 (l'area limitrofa all'ex Pronto Soccorso) viene spacciata come nuova, ma in realtà è stata la previsione portata avanti fin dall'inizio dell'intera vicenda". 

"La novità attuale, per noi negativa - aggiunge il segretario dem -, è la gimkana alla quale sarebbero costretti i turisti per poter accedere alla piazza: la chiusura della Porta Nuova, al di là delle questioni imprescindibili di sicurezza che verrebbero meno (ad esempio complicando l'accesso per ambulanze, polizia e vigili del fuoco), è un elemento molto negativo che colpirebbe anche residenti e studenti, obbligati a un percorso tortuoso e inutile. Tale chiusura impatterebbe in modo inaccettabile e permanente sulla scenografia naturale e storica e potrebbe provocare reazioni negative da parte dei turisti. Anche la chiusura dell'accesso dalla Porta di Santa Maria sarebbe negativa e avrebbe un impatto sulle visite alle mura e ai nuovi spazi espositivi dell'Opera Primaziale".

"In ogni caso - prosegue Depresbiteris -, sulla soluzione definitiva siamo, come siamo sempre stati, aperti a ogni confronto. Ciò su cui siamo contrari categoricamente è il rientro in Piazza Duomo delle bancarelle; non ci fidiamo della temporaneità delle soluzioni, poiché l'intento è palese: rientrare nella piazza per poi rinviare a tempo indeterminato la soluzione definitiva. La piazza e la facciata del Museo delle Sinopie devono essere rispettati: sono un bene dell'Umanità e non possono essere trattati come il cortile di casa di qualcuno. Il rientro delle bancarelle sarebbe un palese abuso, contro ogni vincolo, legge e, soprattutto, a dispetto della bellezza della Piazza".

"La soluzione temporanea prospettata nella scorsa legislatura - conclude il segretario cittadino del Pd -, con una riqualificazione e una disposizione delle bancarelle in largo Cocco Griffi, valorizzando anche il percorso di accesso dalla Porta di Santa Maria, è secondo noi la migliore proposta possibile, dati i vincoli e le esigenze di tutti. Il sindaco e la maggioranza non possono prescindere dal riconoscimento Unesco che potrebbe essere addirittura revocato in caso di rientro delle bancarelle in piazza Duomo. L'Unesco impone anche e giustamente progetti di miglioramento per la cosiddetta buffer zone, cioè gli spazi di accesso alla piazza. I lavori in via Santa Maria sono andati in questo senso, con palese miglioramento della situazione. La soluzione definitiva deve necessariamente comprendere lo spostamento anche delle bancarelle attualmente in via Cammeo (gli ombrelli a piramide), di largo Cocco Griffi e di Piazza Arcivescovado; mentre la soluzione proposta non include questo aspetto dirimente. L'altro dubbio enorme che abbiamo riguarda la concertazione e la condivisione: queste non possono avvenire solo e soltanto con le associazioni dei commercianti, ma anche con l'Unesco, con la Regione, con il Mibact, con la Sovrintendenza, con l'Opera Primaziale, con la Curia, con chi vincerà la gara dell'Azienda Ospedaliera per il recupero dell'area, con chi gestisce le mura, con le associazioni culturali e in generale con tutta la città. Un metodo perseguito dalla amministrazione precedente che non può essere contraddetto. Il tema riguarda tutti e non solo una quarantina di commercianti: la Piazza del Duomo di Pisa merita rispetto e ci pare che il sindaco Conti pensi solo al consenso di pochi, trascurando il volere della città intera".

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