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martedì 16 luglio 2019

Attualità giovedì 04 ottobre 2018 ore 13:10

Bocelli duetta con l'ologramma di Giacomo Puccini

Foto di Studio Tangram (da Facebook)

La tecnologia ha reso possibile l’incontro tra il tenore e il suo maestro. Per la prima volta a teatro, dal vivo, un esperimento con ologrammi



PISA — “Se incontrassi il maestro Giacomo Puccini saprei già quale domanda rivolgergli. Oppure resterei senza parole, forse, superata l’emozione, gli chiederei di scrivere un’opera pensata per la mia voce. O magari un’opera robotica”.

La tecnologia rende possibile un incontro impossibile, che fonde ricerca e arte, musica e guarda alle tecnologie che stanno rivoluzionando perfino la comunicazione e lo spettacolo: Andrea Bocelli ha potuto incontrare Giacomo Puccini, o meglio il suo avatar. Un Giacomo Puccini che ha preso forma grazie agli ologrammi, alla voce e ai gesti dell’attore Renato Raimo catturati attraverso una tuta usata di norma sui set cinematografici e che, per la prima volta, è stata usata in un teatro, per uno spettacolo dal vivo. 

Tutto questo è accaduto in occasione di Virtuosi e Virtuali, l’evento di beneficenza della Fondazione Arpa, di cui Andrea Bocelli è presidente onorario, che nella serata di mercoledì 3 ottobre, al teatro Verdi di Pisa, ha concluso la seconda edizione del Festival internazionale della robotica.

Giacomo Puccini è tornato a vivere grazie alle avanzate tecnologie dello Studio Tangram e 3D Academy. Dietro le quinte, Renato Raimo ha indossato una speciale tuta sensorizzata che ne ha “catturato” i movimenti, trasmettendoli al Giacomo Puccini che si ricreava in maniera virtuale sulla scena –perdendo il volto di Raimo e acquisendo proprio quello di Puccini, con il suo abbigliamento e la sua fisionomia - e che conversava con Andrea Bocelli e la moglie Veronica.

Come in un gioco di specchi, anche la prima uscita del tenore e della moglie Veronica si è rivelata virtuale, sorprendendo il pubblico che non pensava di vedere due ologrammi. Bocelli e la moglie hanno duettato con i loro “replicanti”, poi usciti di scena per lasciare spazio alla voce (reale) del tenore. Al pianoforte virtuale c'era l’avatar di Giacomo Puccini. 

Pisa si conferma la città delle sfide scientifiche e spettacolari per Andrea Bocelli che, sempre al Festival internazionale della robotica, lo scorso anno cantò con l’orchestra diretta dal robot Yumi.

 “Il professor Franco Mosca (direttore organizzativo del Festival internazionale della robotica, ndr) – commenta il tenore dopo l’esibizione – non ha avuto bisogno di convincermi. Ho detto subito di sì, forse all’inizio sono rimasto sorpreso, poi ho accettato senza pensarci. La tecnologia è nostra amica e ci aiuta a vivere meglio. Questo festival lo ha dimostrato chiaramente e io sono felice di aver ‘giocato’ sulla scena con l’avatar mio e di Ilaria, mia moglie, e di aver fatto la conoscenza del mio mito. Saperlo accanto a me, ascoltare la mia voce, è stata una bella emozione per me e per gli spettatori, lanciando un grande messaggio da Pisa al mondo, per il Festival della robotica e per la tecnologia che è nostra amica. E Franco Mosca ha saputo trovare il modo giusto per dirlo. Poteva riuscirci solo lui, che è un grandissimo scienziato, anche un po’ artista e che conosce bene noi artisti”, conclude Andrea Bocelli.

“Facendo incontrare due ‘virtuosi’ in maniera ‘virtuale’ con l’evento di beneficenza della Fondazione Arpa – aggiunge Franco Mosca - abbiamo voluto chiudere la seconda edizione del Festival internazionale della robotica ricordando che i robot e le nuove tecnologie non devono spaventarci. Sono state create per aiutarci, in sala operatoria, come nei lavori più pesanti. Ma, come ha dimostrato la straordinaria voce di Andrea Bocelli, l’uomo e la sua genialità restano il punto di partenza e di arrivo”.

“Il Festival della robotica – interviene Renato Raimo, che ne è stato direttore artistico e che ha curato la regia dell’evento ‘Virtuosi e Virtuali’ - vuole comunicare che dietro un robot c’è sempre la persona, un robot serve per aiutarla, non sostituirà mai l’essere umano. La tecnologia migliora la vita, aiuta il recupero dei beni storici e culturali, si fonde con il teatro. Mentre siamo abituati agli effetti speciali al cinema, in questo festival diamo la possibilità di vedere cose mai viste prima a teatro”.

“Riguardo la comunicazione – spiegano Giovanni Palma e Federica Palma, di Studio Tangram - il futuro che molti immaginano è già realtà. Grazie alla tecnologia di Studio Tangram i confini dell’immaginazione e della creatività sono infiniti, diventando strumento e mezzo per emozionare, sbalordire, meravigliare. La tecnologia regala emozioni –stravolge ed eleva il livello di comunicazione portandolo al limite dell’impossibile”. Giovanni Palma ricorda che “la versatilità della tecnologia la rende applicabile ad ogni settore: dal medicale, all’industriale, all’artistico fino all’educativo e all’intrattenimento e permette di essere presenti nello stesso momento in luoghi differenti, interagire con un pubblico reale, virtuale o immaginario. Una tecnologia in continua evoluzione al servizio della comunicazione”.

Oltre alla voce di Andrea Bocelli, nomi della musica italiana e internazionale hanno reso onore alle arie di Giacomo Puccini, guidati anche dalla bacchetta del maestro Carlo Bernini. A condurre lo stesso Renato Raimo (senza la tuta sensorizzata) con Ilaria Della Bidia che hanno ospitato sul palcoscenico del teatro Verdi le soprano Ágnes MolnÁr e Ivana Canovic, l’Orchestra dell’Università di Pisa diretta dai maestri Carlo Bernini e Manfred Giampietro, il Coro dell’Università di Pisa, con la direzione del maestro Stefano Barandoni e la Celtic Harp Fabius Constable, l’arpa Pisana con Leonello Tarabella e il sassofono di Enrico Borelli.



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