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Politica lunedì 03 giugno 2019 ore 09:04

"Bonus idrico, la delibera è illegittima"

"Bonus idrico: delibera illegittima della giunta Conti che penalizza i più bisognosi", dicono Diritti in comune e Toscana a Sinistra



PISA — "La recente delibera approvata della Giunta leghista sul bonus idrico, che inserisce il criterio della storicità della residenza per la compilazione delle graduatorie, è un concentrato di propaganda e incompetenza unico nel suo genere a livello nazionale", affermano Una città in comune Pisa – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile e il Gruppo Consiglio regionale Sì Toscana a Sinistra.

"Tale delibera genera profonde ingiustizie e tradisce l’obiettivo fondante dello strumento creato e gestito dall’Autorità Idrica Toscana (AIT) con la delibera n°5 del 2016, ovvero assicurare un’agevolazione economica alle "utenze deboli", ossia "ai nuclei familiari residenti nei Comuni dell'Autorità Idrica Toscana che versano in condizioni socio-economiche disagiate.
Secondo il documento approvato dalla giunta, chi risiede da più anni nel territorio comunale, acquisirà un numero maggiore di punti per la graduatoria di assegnazione del contributo, qualsiasi sia il livello ISEE.
Per capirci, se si rientra nella stessa fascia ISEE (per esempio quella che viene definita come B, tra 8.250,01 euro e 16.500,00 euro); viene agevolato chi vive da più anni a Pisa (25 anni consentono di acquisire 15 punti, 7 anni invece 3 punti), senza considerare che la condizione economica di chi si colloca ai due estremi della categoria di reddito è davvero molto diversa.
La delibera riporta anche fasce ISEE errate, infatti il bonus acqua (come quello elettricità e gas) secondo le normative vigenti può essere richiesto dai soggetti con un reddito ISEE massimo di 8.107,5 euro all'anno, oppure di 20.000 euro per chi ha più di 3 figli.
Questo è l’effetto negativo della propaganda della giunta Conti che dietro il falso slogan “prima gli italiani” colpisce in primis i cittadini pisani che più sono in difficoltà.
L’incompetenza è tutta nella forma e nei contenuti della delibera, che stravolge le direttive dell’AIT, inserisce un criterio non previsto come quello della storicità della residenza e applica il criterio dell’ISEE in maniera errata.
Intraprenderemo tutte le azioni possibili per far annullare questa delibera, palesemente illegittima, in modo che possa essere emanata una versione corretta e non discriminatoria, evitando ritardi nell’erogazione di contributi fondamentali per chi si trova in condizioni difficili."


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