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Pisa Sporting Club Lunedì 20 Luglio 2026 ore 07:00

Pisa, buona la prima uscita

La formazione del Pisa contro il Pavia (foto Pisa SC)

Goleada d'estate con la testa al mercato: La squadra riparte e ha resettato dalle scorie della scorsa stagione. Promosso l'esordio di Bianco



PISA — La prima uscita stagionale del Pisa targato Paolo Bianco si trasforma in un polittico ricco di sfumature. Il 6-1 rifilato al Pavia nel ritiro di Morgex è un risultato rotondo che, se da un lato offre ottime indicazioni tattiche e una grandinata di gol spettacolari, dall'altro viene inevitabilmente filtrato attraverso le lenti dell'ansia per gli infortuni, il profondo discorso motivazionale di Arturo Calabresi e un mercato bloccato in una sala d'attesa strategica. Un mix di elementi che fotografa perfettamente la complessità di questo inizio di stagione nerazzurro.

I primi passi di Bianco. Guardando la partita puramente dal punto di vista tecnico, il test contro la formazione di Serie D serviva soprattutto per mettere minuti nelle gambe e iniziare a vedere la mano del nuovo tecnico. L'avvio ha raccontato la classica storia del calcio d'estate: gambe imballate dai pesanti carichi di lavoro atletico e lo spavento iniziale firmato da Carbonara, che al 20' ha portato a sorpresa in vantaggio il Pavia. La reazione del Pisa, però, è stata veemente e organizzata. Bianco ha diviso i novanta minuti in quattro blocchi distinti, ruotando vorticosamente gli uomini grazie alle sostituzioni illimitate. Si è visto un perfetto mix tra l'esperienza e la leadership di capitan Caracciolo e la freschezza della linea verde (Sapola e Bozhinov), supportati dalla fisicità di Loyola e dalle geometrie di Hojholt a centrocampo. Una volta sciolti i muscoli, i nerazzurri hanno dilagato: il pareggio di testa di Durmush ha aperto le danze, seguito nella ripresa dalla splendida punizione rasoterra di Leris, dal tap-in di Conti su palo di Marras, e dalle firme conclusive di Leone, Tramoni e Piccinini. 

Il bollettino medico: gioia a metà e forte apprensione per Lusuardi. L'aspetto più scuro del pomeriggio in Valle d'Aosta arriva purtroppo dall'infermeria, con un report medico che smorza parzialmente l'entusiasmo per la goleada. La nota più dolente riguarda Lusuardi: entrato nel secondo tempo, il difensore è rimasto a terra dopo un brutto scontro di gioco con Rosa. Le mani sul volto, le urla di dolore e la borsa del ghiaccio sul ginocchio hanno fatto scattare immediatamente l'allarme. Il giocatore, reduce da un'operazione per ernia inguinale, è stato subito dirottato a svolgere gli esami strumentali. C'è forte apprensione in casa Pisa. Per il resto, le altre assenze rientrano nella normale gestione della prudenza estiva: Semper si è fermato nel riscaldamento per un fastidio muscolare precauzionale, mentre Moreo e Touré sono rimasti a riposo per smaltire la fatica accumulata.

La voce dello spogliatoio: Calabresi e la cultura del lavoro. A fare da collante ci hanno pensato le parole di Arturo Calabresi a fine partita. Il difensore ha rilasciato dichiarazioni da leader vero, indicando la strada per cancellare le scorie della passata stagione. Più che sui moduli fisici, Calabresi ha insistito sui concetti moderni che lo staff tecnico sta trasmettendo: agonismo, duttilità e una forte identità. "L'orgoglio di indossare questa maglietta deve andare oltre ogni categoria e ogni ragionamento. La montagna è rinomata per buttare via le scorie, dobbiamo ritrovare il gusto di vincere." Il difensore ha speso parole d'elogio per i nuovi acquisti, sottolineando la loro disponibilità a comprendere l'importanza della piazza, e ha chiuso con una battuta sul premio di miglior giocatore ricevuto lo scorso anno: "Se lo vinco io non è un buon segno, preferisco lo vinca un attaccante da 20 gol. Io sono solo un portatore d'acqua al servizio dei compagni". Un manifesto programmatico di cosa debba essere lo spogliatoio del Pisa.

Michele Bufalino
© Riproduzione riservata


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