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Cronaca Sabato 17 Gennaio 2026 ore 18:35

Camp Darby, presidio USB anti-guerra

Presidio davanti alla base USA: l’USB lega la mobilitazione a Venezuela e Palestina e rilancia tre appuntamenti tra Gennaio e Febbrai



PISA — Anche l’Unione Sindacale di Base ha partecipato ieri al presidio davanti a Camp Darby, la storica base militare statunitense tra Pisa e Livorno, per una manifestazione di solidarietà “internazionalista” che ha visto sventolare bandiere del Venezuela Bolivariano e della Palestina e che si è tenuta nel pomeriggio. L’iniziativa è stata organizzata per esprimere una chiara contrarietà alle “politiche di imperialismo nordamericano” e alla “complicità” italiana e europea nei confronti dei conflitti che, a loro avviso, alimentano guerre e ingiustizie nel mondo.

Per i promotori la base di Camp Darby rappresenta un simbolo della presenza militare statunitense in Italia e del ruolo che, a loro giudizio, tali installazioni svolgono nel sostenere interessi strategici lontani dalla pace e dai diritti dei popoli. In particolare, l’USB ha ribadito nel comunicato che “i colori della solidarietà internazionalista, rappresentati dalle bandiere del Venezuela Bolivariano e della Palestina, affiancano da sempre l’organizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici” in una lotta che l’organizzazione definisce contro “l’economia di guerra portata avanti dall’Unione Europea e dal Governo italiano”.

La mobilitazione rientra in un più ampio movimento di protesta locale e regionale, che è tornato a concentrarsi su Camp Darby, considerata da diverse sigle come un centro nevralgico della presenza militare statunitense in Europa e non solo. La base, di fatto una delle principali installazioni americane nel nostro Paese, è spesso al centro di iniziative pacifiste e contro il riarmo, e già nel passato erano state organizzate manifestazioni analoghe con adesioni di varie forze sociali e sindacali.

Secondo il comunicato dell’USB, “abbiamo dimostrato in questo autunno la forza dei lavoratori e delle lavoratrici” e ribadito la necessità di continuare le mobilitazioni contro le guerre, a fianco di chi lotta per aumentare i salari, per i diritti sociali e per migliorare le condizioni di vita della classe lavoratrice.

La protesta ha avuto luogo davanti a Camp Darby, installazione che sorge tra Pisa e Livorno e dove operano unità militari statunitensi nell’ambito della Darby Military Community, storicamente legata alla presenza americana nel nostro territorio.

La mobilitazione rimarca un messaggio forte: dalla Toscana si leva una richiesta di pace e una critica radicale alle politiche di guerra, in solidarietà con i popoli che, secondo gli organizzatori, soffrono per conflitti e ingerenze straniere.


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