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Cronaca lunedì 01 giugno 2020 ore 18:45

Benzina con olio, affari d'oro in emergenza Covid

Guardia di Finanza e Ispettori Adm impegnati nell'operazione "Petroloro"

Gli olii servivano a tagliare il carburante, aumentandone la quantità da rivendere evadendo le accise. Arresti anche a Prato, Livorno e altre città



PISA — La Procura di Pisa, con l'operazione "Petroloro", ha smantellato quella che all'esito delle indagini è risultata essere un'associazione a delinquere dedita al traffico di carburanti per autotrazione contraffatti, immessi sul mercato in evasione di accisa. 

Gli investigatori avrebbero accertato che benzina e gasolio venivano venduti dopo essere stati "tagliati" con olio anche fino al 50 per cento. Un affare che che in piena emergenza Covid-19 sarebbe diventato ancor più fiorente, sfruttando i prezzi concorrenziali del prodotto commercializzato e la libera circolazione dei beni di prima necessità, tra i quali rientravano anche i carburanti. 

Allo stato delle indagini l’accisa evasa è pari a circa 6,5 milioni di euro, mentre è stimato in quasi 10 milioni di litri il prodotto fraudolentemente sottratto all’accisa.

Il carburante contraffatto veniva stoccato in un deposito commerciale nel pisano e, successivamente, in altri impianti simili dislocati nelle province di Verona e Mantova. Mentre per la commercializzazione delle benzine miscelate con olio e sottratte all’imposta, sarebbero state utilizzate diverse società “cartiere”, attraverso le quali la vendita veniva fatturata.

Dodici agli arresti cautelari - in carcere o ai domiciliari - disposti dal Gip ed eseguiti oggi dagli uomini della Guardia di Finanza nelle provincie di Livorno, Prato, Caserta e Napoli. Mentre per altre 8 persone è stato disposto l'obbligo di dimora o l'obbligo di firma, per un totale di 20 persone coinvolte. Tra i reati contestati anche l'autoriciclaggio, la contraffazione di pubblici sigilli e la falsità in atti pubblici.

Contestualmente, è stato disposto il sequestro di tre società, 20 conti correnti, 103 mezzi tra auto, rimorchi, cisterne adibite al trasporto di carburanti e moto, per un valore complessivo di circa 14 milioni di euro.

L’attività investigativa è stata svolta dal Nucleo di Polizia Economica Finanziaria della Guardia di Finanza di Pisa e dall’Ufficio Antifrode della Direzione VI – Toscana, Sardegna e Umbria dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con la collaborazione dell’Ufficio delle Dogane di Pisa.


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