Attualità Sabato 08 Agosto 2026 ore 12:09
Cavalli in servizio con 37 gradi, la denuncia di una turista

Per i criteri nessuna anomalia. L'Ihp," Il meccanismo applicativo è inefficace. Serve una legge che abolisca le carrozze trainate dai cavalli"
PISA — La colonnina di mercurio segna 37 gradi. Sono le 12,20 di mercoledì 5 Agosto ma potrebbe essere una mattina qualunque di questo mese afoso e caldissimo e davanti alla Torre di Pisa, le carrozze trainate dai cavalli sono in pieno servizio.
Analía, una turista spagnola in visita si indigna, protesta per le condizioni dei cavalli e chiede spiegazioni. Poi documenta la scena con foto e video e segnala l'accaduto al Nucleo Operativo Guardie Rurali Ausiliarie a difesa degli Animali della provincia di Pisa (Nogra.).
"Quello che ottiene in risposta - hanno raccontato dall'Italian Horse Protection, l'associazione no profit di Montaione che da 15 anni si occupa di tutela dei cavalli e degli altri equidi, dal contrasto al maltrattamento alle investigazioni su truffe, sparizioni e macellazioni - è un esempio di come una norma pensata per proteggere gli animali possa diventare totalmente inefficace per via del suo meccanismo applicativo. La Nogra risponde alla turista che nei pressi della stazione delle carrozze è sempre presente una pattuglia della polizia locale, la quale può intervenire su richiesta verbale e, in caso di "evidente malessere" degli animali, allertare il veterinario Asl, "unica figura titolata a verificare lo stato di salute dei cavalli in caso di bisogno urgente".
Analía si rivolge quindi direttamente alla polizia locale. Gli agenti le comunicano che all'ombra la temperatura è di 34 gradi e che la soglia prevista dal Regolamento per la tutela degli animali del Comune di Pisa per sospendere il servizio è 35: non possono intervenire. La turista non si rassegna e torna a scrivere alla Nogra, osservando che se all'ombra ci sono 34 gradi, al sole sull'asfalto, la temperatura reale supera abbondantemente i 40, con animali che trasportano tre o quattro passeggeri. In risposta riceve il testo dell'art. 33 del regolamento comunale, "Detenzione e utilizzo degli equidi", con l'invito a leggere il punto 5.
Il punto 5 dell'art. 33 stabilisce che le temperature ufficiali cui fare riferimento sono quelle rilevate dal Centro Funzionale di Monitoraggio Meteo Idrologico-Idraulico della Regione Toscana, con riferimento alla stazione "Pisa", collocata presso la facoltà di agraria dell'Università di Pisa. Si tratta di una stazione meteorologica fissa, posizionata in un sito specifico della città, in condizioni standardizzate. "Quella lettura - hanno aggiunto dall'Ihp - presa in un luogo determinato, in un contesto ambientale che non ha nulla a che fare con l'asfalto di una piazza turistica, diventa il dato ufficiale che decide se un cavallo può o non può lavorare in quel momento, in quel posto. Non la temperatura rilevata sul posto. Non la temperatura percepita dall'animale in esposizione solare diretta. Non le condizioni reali di lavoro: il riflesso del manto stradale, il calore accumulato dai lastricati, il peso del carico trainato. La temperatura registrata da una centralina universitaria, altrove in città, in condizioni che non replicano in alcun modo quelle in cui opera l'animale".
Il risultato è che mentre a Pisa i termometri segnavano 37 gradi e i cavalli lavoravano al sole, la stazione di riferimento potrebbe aver registrato una temperatura inferiore alla soglia. "Non basta che esista un regolamento, se il metodo su cui si fonda è inadeguato. - ha dichiarato Sonny Richichi, presidente di Ihp - Affidare la tutela del benessere di un animale che lavora sotto il sole pieno, su asfalto, in piena estate, alla lettura di una stazione meteorologica collocata in tutt'altro contesto ambientale non è una soluzione tecnica: è l'assenza di una soluzione. L'Italia ha bisogno di una legge nazionale che stabilisca criteri uniformi, costruiti con il contributo di chi studia il benessere equino con metodoscientifico, e che preveda strumenti di controllo realmente applicabili all’interno di un percorso graduale che abbia come obiettivo finale l’abolizione delle carrozze a trazione animale in tutto il Paese”.
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