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Attualità giovedì 30 luglio 2020 ore 17:00

Cecchini, il cardiologo dei 532 defibrillatori

La straordinaria storia umana e professionale del cardiologo Maurizio Cecchini, che ha deciso di mettere le sue competenze a servizio degli altri



PISA — Un cardiologo di 64 anni, medico ospedaliero a Pisa ( è responsabile della cardiologia pediatrica ), che dedica tutto il suo tempo a portare avanti quella che ormai è diventata una vera e propria missione.

Con la sua associazione, la Cecchini Cuore onlus, ha da poco installato il 532esimo defibrillatore pubblico, un vero e proprio record.

Uno strumento salvavita, poi diventato di uso comune e che sempre più spesso si trova in varie realtà, ma sul quale Maurizio Cecchini ha creduto fin dall'inizio della sua attività.

"Vuole sapere da dove mi venne l'idea? Da una volta che mi trovai in Irlanda, a Belfast e vidi il Dae su un mezzo pubblico - racconta il dottor Cecchini - e mi dissi, perchè non farlo anche da noi? Tornai e mi misi in moto. Il primo defibrillatore fu piazzato a Calci nel 2007 e da lì poi c'è stato una sorta di effetto domino, anche se ricordo che i primi tempi furono durissimi"

Il rapporto con le istituzioni, col mondo del volontariato, col tessuto associativo ha aiutato l'operazione. Cecchini si è speso e continua a spendersi in giro per l'Italia partecipando a corsi dove si insegna il Bls ( Basic Life Support, cioè come riconoscere un arresto cardiaco, eseguire le manovre di rianimazione cardiopolmonare, utilizzare un Defibrillatore Automatico Esterno e le procedure per la disostruzione delle vie respiratorie nei lattanti, bambini e adulti ) e a come gestire le emergenze.

In pieno lockdown, con la sua associazione, si è reso utile per la consegna di spesa e farmaci a domicilio ma ha addirittura sperimentato una assistenza telefonica h24 per i cardiopatici, facendo anche corsi on line e assistenza da remoto.

Una voglia che non passa mai. 532 defibrillatori installati ( piazze, strade, facoltà universitarie, uffici pubblici, stadio, stabilimenti balneari e tanti altri luoghi che hanno reso la zona pisana tra le più cardioprotette dell'intera Italia ), 600 corsi tenuti in tutta la penisola e 20mila persone formate in poco più di dodici anni.

"Certo, i numeri sono importanti - aggiunge Cecchini - ma più che altro quelli che testimoniano l'uso fatto dei defibrillatori. Bene, dei 532 installati, 22 volte sono stati usati da passanti, quindi non da personale medico, che hanno permesso di salvare la vita a 16 persone. Ed è bene specificare che la rianimazione è avvenuta tra la seconda e la terza scarica, questo vuol dire che chi ha assistito la persona in difficoltà cardiaca lo ha fatto con cognizione di causa."

Tanto impegno e talvolta qualche delusione, quando i Dae sono stati preda di atti vandalici e furti:"Sì, è successo anche questo. Sono sette casi, ma non ne voglio fare un dramma. Io vado sempre avanti".

Alessandro Turini
© Riproduzione riservata



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