Attualità Lunedì 16 Marzo 2026 ore 13:42
Via Fani, 48 anni dopo con una stele per non dimenticare

E' stato inaugurato un monumento in via Indipendenza all'angolo con via Moro per ricordare i caduti della strage, grazie all'iniziativa di Anps e Anc
PONTEDERA — Scoprire un cippo marmoreo per custodire per sempre la memoria di uomini che hanno servito lo Stato fino all’estremo sacrificio. E' l'omaggio che stamani molti rappresentanti istitizionali, insieme all'Associazione Nazionale Carabinieri e allìAssociazione Nazionale Polizia di Stato, che hanno promosso l'iniziativa, è stato reso alle vittime dell'eccidio.
La mattina del 16 Marzo 1978, in via Mario Fani a Roma, un commando di brigatisti tese un agguato all’auto su cui viaggiava Aldo Moro, scortato da cinque uomini della sua scorta. L’azione fu rapida e violenta: i terroristi bloccarono la strada con due auto e aprirono il fuoco con armi automatiche. Nell’attacco persero la vita i cinque componenti della scorta: Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Giulio Rivera, Raffaele Iozzino e Francesco Zizzi.
Oggi, a distanza di 48 anni dalla strage, è stata inaugurata a Pontedera in via Indipendenza, angolo via Aldo Moro, una stele. Promotore dell’iniziativa il cavalier Calogero Pace, presidente dell’Anps di Pontedera che ha letto la lettera del Prefetto di Pisa Maria Luisa d’Alessandro. "Questa cerimonia - ha scritto d'Alessandro - rappresenta un momento di alto valore civile e istituzionale, volto a custodire la memoria di quanti persero la vita nell'adempimentro del proprio dovere".
E al taglio del nastro del monumento erano presenti il sindaco di Pontedera Matteo Franconi insieme al sindaco di Volterra Giacomo Santi, di Santa Maria a Monte Manuela Del Grande, al vice sindaco di Capannoli Simona Giuntini, all’assessore Andrea Marino di Montopoli e al presidente del Consiglio Comunale Mirko Guainai. Coordinati da Eugenio Leone sono intervenuti il Consigliere della sezione Anc il Luogotenente Mario Grassini, il delegato del presidente di sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri cavalier Alessio Giani e il Generale di Brigata Angelo De Luca, coordinatore provinciale dell'Anc. E’ intervenuta poi la professoressa Mariangela Ricci, nipote di Domenico Ricci, una delle vittime dell'aggguato, il vicepresidente nazionale dell’Anps Maurizio Lucchi e il Questore Salvatore Barillaro che ha ricordato il sacrificio dei giovani poliziotti e carabinieri morti nell’agguato.
"Questo vuole essere anche un messaggio per i giovani e per le generazioni future. Perché passando da questa strada, leggendo questi nomi incisi nel marmo, qualcuno - hanno detto dall'Anc - potrà fermarsi e chiedersi chi fossero questi uomini. E scoprire che erano servitori dello Stato che non hanno arretrato di fronte al pericolo.E allora questo cippo continuerà a parlare nel tempo. Parlerà di dovere, parlerà di coraggio, parlerà di fedeltà alla Repubblica. E soprattutto ci ricorderà che il sacrificio di questi uomini non deve essere dimenticato".
Particolarmente significativa la presenza delle scolaresche dell’Istituto comprensivo Gandhi di Pontedera accompagnati dagli insegnati e dall’assessore Francesco Mori. "In quel tempo terribile il sentimento di unità che si diffuse nel Paese fu decisivo per isolare le bande del terrore, per respingere la follia dei loro progetti e per smascherare, emarginare e vincere la loro propaganda. Quello spirito di coesione e unità accrebbe una responsabilità collettiva e trasversale che in ogni tempo rappresenta la cifra distintiva e conferisce valore alle istituzioni democratiche, i pilastri che la nostra bellissima e sempre attuale Costituzione pone a fondamento dei diritti e a garanzia delle libertà", ha concluso Franconi.
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