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Attualità giovedì 02 settembre 2021 ore 14:00

Classifica Wur-Times, spiccano Normale e Sant'Anna

La Scuola Normale Superiore

I due atenei d'eccellenza pisani si confermano tra le prime università in Italia e nella top 15% globale nella World University Rankings 2022



PISA — Scuola Normale Superiore e Scuola Superiore Sant’Anna si confermano tra le prime università italiane e nel novero del 15% delle migliori al mondo secondo la classifica World University Rankings (WUR), appena pubblicata da Times Higher Education. In particolare la Normale si porta in seconda posizione in Italia (a pari merito con La Sapienza Università di Roma e dietro l'Università di Bologna) e in 197esima a livello mondiale, mentre la Sant’Anna diventa terza in Italia (a pari merito con Università di Padova e Università Vita e Salute San Raffaele), tra la 201esima e 250esima su scala globale. Mentre l'Università di Pisa, assieme ad altre università italiane compresa quella di Firenze, si trova più in basso nella fascia 401-500. La classifica ha valutato in questa edizione complessivamente 1.662 università di cui 51 in Italia: 135 atenei in più rispetto allo scorso anno.

Il THE Times Higher Education - World University Rankings è considerata una delle classifiche più autorevoli e consultate al mondo nonché una delle guide per orientare la scelta universitaria di studentesse e studenti internazionali.

Spicca il risultato della Scuola Normale Superiore nel settore Teaching (qualità dell’insegnamento), computato nella fascia dei punteggi più alti e 72esimo migliore al mondo. Buona la performance anche nei settori Research (qualità della ricerca) e Citations (impatto delle citazioni scientifiche), altri due pilastri della valutazione WUR: in entrambi la Normale è nella fascia di punteggio medio-alta, nonostante i dati della sezione "Citations" non siano normalizzati con le dimensioni dell’istituzione. A determinare le prestazioni eccellenti sono i punteggi che la Normale ottiene in singoli indicatori come la reputazione accademica (sia nei settori Research che Teaching), la percentuale di studenti che ottengono il dottorato, l’impatto delle citazioni accademiche. Grazie ad essi la Normale si mantiene tra le prime duecento università del mondo (lo scorso anno era 181esima) e avanza di una posizione in Italia (da terza a seconda). Gli altri pilastri su cui gli analisti di THE valutano gli atenei sono il trasferimento tecnologico (Industry income) e l’internazionalizzazione dello staff accademico (International outlook), con metodi di ponderazione per limitare i diversi dimensionamenti delle università.

Per la Scuola Superiore Sant’Anna il migliore risultato ottenuto (83esima posizione al mondo e prima in Italia) riguarda il settore Industry Income, che coincide con la capacità di portare impatto sul sistema industriale e di incidere sulla società, trasferendo innovazioni, invenzioni e consulenza, una “missione fondamentale dell’accademia globale contemporanea”, come sottolineano gli analisti di THE nel presentare la metodologia. Questo parametro valuta anche la capacità di attrazione di finanziamenti esterni, “utili indicatori di qualità istituzionale”, sempre secondo THE. La Scuola Superiore Sant’Anna, seppure in un contesto mondiale di aumentata competitività, consolida il suo posizionamento per i parametri legati alla reputazione accademica: Teaching (valori tali da posizionarla tra le prime 250 al mondo e prima in Italia), Research e International outlook, internazionalizzazione dello staff accademico. Confrontando i singoli punteggi con quelli del precedente ranking, la Scuola Superiore Sant’Anna è in crescita su tutti i pilastri della valutazione, ad eccezione di quello che misura le citazioni delle pubblicazioni scientifiche (Citations), dovuto anche all’elevata proporzione di nuovi giovani docenti, ricercatrici e ricercatori rispetto al corpo docente più consolidato.

“Nonostante alcuni parametri di valutazione di questa classifica non tengano conto della taglia degli atenei – ha spiegato il Direttore della Scuola Normale Superiore, Luigi Ambrosio – Normale e Sant’Anna si confermano ai vertici in Italia. In particolare la Normale raggiunge la seconda posizione, un risultato sorprendente se pensiamo che ci collochiamo alla pari con una università di dimensioni considerevolmente superiori come la Sapienza di Roma. A livello internazionale, pur con ulteriori 135 università conteggiate, ci confermiamo tra le prime duecento grazie alla qualità dell’insegnamento e della ricerca”.

“Gli atenei italiani nelle prime posizioni del 2019 – ha commentato la Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna, Sabina Nuti - hanno perso alcune posizioni in graduatoria. Sarà interessante studiare quali università ‘new entry’ a livello internazionale abbiano determinato questo lieve decrescita, anche alla luce del fatto che la Scuola Superiore Sant'Anna ha migliorato in modo significativo quasi tutti gli indicatori che compongono l’indice complessivo di posizionamento. Sono comunque molto soddisfatta del fatto che l’istituzione che rappresento si posizioni alla 201esima posizione a livello globale (sulla base delle nostre elaborazioni) e dunque in terza posizione in Italia”.

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