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Politica martedì 20 ottobre 2020 ore 11:19

"Non limitiamo accessi a malati no Covid"

La sottolineatura di Sinistra Civica Ecologista, che analizza la situazione pisana e stimola una serie di azioni per il territorio



PISA — "A livello ospedaliero, dobbiamo puntare a garantire la possibilità di ricovero tempestivo ai malati Covid che ne hanno necessità, ma nel contempo a non limitare, come accaduto nella prima fase pandemica acuta, l’accesso ai malati che hanno patologie non Covid; l'incremento di risorse umane e tecnologiche necessario e previsto nei mesi scorsi non è stato realizzato in modo adeguato, con conseguenti criticità organizzative e ritardi evidenti; in queste condizioni si devono quindi rapidamente approntare in ogni ospedale piani operativi flessibili, capaci di prevenire e rispondere in tempo reale alle necessità di ricovero, che coinvolgano quanto più possibile gli operatori, vera preziosa risorsa del nostro Servizio Sanitario. Altrettanto necessario deve essere il buon funzionamento della rete ospedaliera di Area Vasta, con un reale coordinamento, tra le Aziende Sanitarie Ospedaliere, Territoriali (ASL) e la Fondazione Monasterio, nel definire percorsi di collaborazione e integrazione, coordinamento per il quale sarebbe necessario recuperarne un ruolo a livello regionale."

Lo dice il direttivo pisano di Sinistra Civica Ecologista sottolineando come "La risposta sanitaria in tempi di Covid è caratterizzata da luci ed ombre, con diversità poco comprensibili dei modelli organizzativi scelti nei diversi territori e nei diversi ospedali".

"A livello territoriale, la priorità è la prevenzione del contagio finalizzata al contenimento dell'epidemia; l’obiettivo sarà raggiungibile soltanto se perseguito da tutti gli attori sanitari sul territorio (medici di famiglia e medici USCA, medici del distretto, medici dell'igiene pubblica, assistenti sanitarie, infermieri di famiglia, infermieri territoriali, assistenti sociali), che devono lavorare come in un'orchestra coordinata dal direttore di zona – distretto. Questo indirizzo che è stato già assunto nella Nord Ovest, con la cosiddetta “Funzione di sorveglianza integrata” deve essere strutturato con l’immissione di professionisti che abbiano questo mandato chiaro, abbandonando subito l’inefficiente modello organizzativo dipartimentale, che frazionando gli interventi, diventa inefficace nella gestione della pandemia.

Con lo stesso livello di interazione, tra ospedali e territori, devono essere gestiti i posti letto di cure intermedie che, già notevolmente incrementati da aprile ad oggi (oltre 100 ), lo saranno ulteriormente in questi mesi; essi saranno molto utili a decongestionare gli ospedali, costituendo un ponte solido tra ospedale e domicilio, accogliendo sia i pazienti in dimissione dopo la fase acuta, sia i pazienti da casa con livello intermedio di complessità."



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