Politica Giovedì 15 Gennaio 2026 ore 10:30
Darsena Europa, nuovo allarme dagli ambientalisti

L'associazione “La Città Ecologica” lancia un appello all’Osservatorio ambientale, "Il progetto va rivisto, il rischio per la costa pisana"
PISA — Il progetto della Darsena Europa di Livorno torna sotto i riflettori, questa volta per voce delle associazioni ambientaliste pisane. "La Città Ecologica APS", con un documento dettagliato, ha sollevato una lunga serie di criticità, rivolgendosi direttamente all’Osservatorio ambientale dell’opera. L’allarme riguarda in particolare gli impatti sul litorale pisano, i rischi idraulici per la città e la sostenibilità ambientale complessiva dell’intervento.
"Come possono essere già state realizzate opere così impattanti mentre non è ancora completato il monitoraggio ambientale ante operam?", si legge nel documento, che punta il dito contro la costruzione di un molo da 7-800 metri e l'espansione della vasca di colmata, avviate senza un’adeguata valutazione preventiva.
Uno dei nodi centrali è l’erosione costiera. "Già la prima vasca di colmata ha avuto effetti importanti sul tratto da Tirrenia al Calambrone. La nuova infrastruttura rischia di aggravare la situazione", hanno scritto, facendo riferimento anche a studi del Comune di Pisa che confermano queste preoccupazioni. Il timore è che l'opera, in combinazione con il cambiamento climatico, possa provocare danni irreversibili alla costa.
Non meno rilevante la questione dei sedimenti. Nel 2020 si parlava di impiegarne cinque milioni di metri cubi per il ripascimento del litorale pisano. "Oggi apprendiamo che non un solo metro cubo sarà usato a questo scopo", ha affermato l’associazione, sottolineando il rischio che quei materiali finiscano nelle casse di colmata, con costi aggiuntivi stimati tra i 70 e gli 80 milioni di euro.
Anche il progetto del sabbiodotto non convince, "È un sistema che potrebbe diffondere inquinanti lungo la costa – si legge – visto che i sedimenti verrebbero prelevati alla foce dello Scolmatore, zona soggetta a divieto di balneazione per inquinamento".
Ma è soprattutto la sicurezza idraulica della città a destare maggiore allerta. L'evento del 15 Marzo 2025 viene ricordato come un caso fortunato: "Pisa si è salvata solo perché mare e vento hanno consentito lo sbocco delle acque. In condizioni diverse, sarebbe potuta andare molto peggio". Con dati alla mano, si evidenzia che l’Arno ha raggiunto quasi i cinque metri, mentre lo Scolmatore ha allagato intere campagne.
Da qui la proposta, "Liberare tutta la golena dell’Arno da qualsiasi manufatto che ostacoli il deflusso, prima che sia troppo tardi", hanno scritto, ricordando che la nuova Darsena potrebbe addirittura peggiorare la capacità dello Scolmatore di ricevere acqua nei momenti di piena, per via delle onde riflesse che potrebbero creare un ‘tappo’ alla foce.
Il documento, firmato dal presidente Pierluigi D’Amico, si chiude con una riflessione, "Il progetto così com’è non tutela il futuro. L’area marina protetta delle Secche della Meloria, le praterie di posidonia, la costa pisana, la sicurezza della città sono elementi che vanno salvaguardati. Non è ammissibile sacrificare tutto questo per un’idea di sviluppo che privilegia il turismo mordi e fuggi e la rendita di pochi a danno della collettività".
La palla adesso passa all’Osservatorio ambientale e alle istituzioni.
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