Politica Martedì 13 Gennaio 2026 ore 14:30
Darsena Europa, scontro su ambiente e futuro

Da Legambiente a Una città in comune posizioni distanti sull’opera: tra monitoraggi ambientali, transizione energetica e critiche ai costi
PISA — La Darsena Europa torna al centro del dibattito politico e ambientale, con prese di posizione diverse che chiamano in causa anche il territorio pisano. Da un lato Legambiente rilancia la necessità di vigilare sull’impatto dei lavori e di puntare con decisione sulla transizione energetica del porto di Livorno, dall’altro arrivano le critiche nette di Una città in comune, che definisce il progetto un’opera fuori controllo, costosa e rischiosa per l’ambiente.
Il confronto si è riacceso dopo l’incontro dell’Osservatorio Ambientale Porto di Livorno, che ha visto la partecipazione di Legambiente Toscana e dell’associazione La Città Ecologica. In una fase in cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha dichiarato l’ottemperanza alle prescrizioni della valutazione di impatto ambientale e l’impresa costruttrice ha avviato i lavori, Legambiente ha ribadito l’importanza di un monitoraggio costante e trasparente. Al centro dell’attenzione anche la sostenibilità futura dello scalo, con l’obiettivo di rendere elettrificate le banchine e ridurre le emissioni legate alle attività portuali.
“Un progetto di queste dimensioni non può prescindere da una strategia energetica ambiziosa e cogliere l'occasione per trasformare il porto di Livorno in un vero e proprio Hub energetico”, ha detto Lorenzo Cecchi, responsabile mobilità sostenibile di Legambiente Toscana. Cecchi ha indicato la necessità di “mettere a lavoro fin da subito uno staff di esperti di energie rinnovabili” per definire un percorso a tre velocità, partendo dal fotovoltaico sulle coperture esistenti, valutando l’eolico in porto o offshore e guardando, nel lungo periodo, alle tecnologie ancora non mature.
Durante l’incontro sono emerse anche perplessità condivise con altri enti, dall’Ente Parco ad ARPAT fino al Comune di Pisa, in particolare sul futuro aumento del traffico portuale, sulle compensazioni ambientali previste e sull’efficacia dei sistemi di monitoraggio. Un tema che si intreccia con quello della competitività dello scalo, legata anche a opere ancora da progettare e finanziare, come il collegamento con la rete ferroviaria nazionale.
Su un piano decisamente più critico si colloca la posizione di Ciccio Auletta, che in una nota alle redazioni ha definito la Darsena Europa “il mostro bipartisan che mangia soldi pubblici e il futuro dei nostri territori”. Auletta ha puntato il dito contro le richieste di nuovi finanziamenti, parlando di un’opera “sempre più lontana dall’interesse pubblico e sempre più piegata alle logiche del profitto privato e della speculazione”. Secondo Una città in comune, l’aumento dei costi e il peso delle risorse pubbliche rischiano di ricadere sulla collettività senza garantire benefici reali per Livorno e Pisa.
Nel mirino anche le possibili ripercussioni ambientali sulla costa pisana. Auletta ha commentato che “non è ammissibile continuare a ignorare le pesanti ripercussioni ambientali”, richiamando il rischio di aumento dell’erosione costiera e i danni potenziali all’ecosistema delle Secche della Meloria, con particolare riferimento alle praterie di Posidonia oceanica. Critiche anche alle ricadute occupazionali, ritenute incerte alla luce dei processi di automazione che negli ultimi decenni hanno ridotto il numero di addetti portuali nonostante l’aumento dei traffici.
Michele Bufalino
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