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Cronaca venerdì 24 aprile 2020 ore 08:09

Docente del Buonarroti muore a 61 anni

Antonella Bucchioni

A strappare Antonella Bucchioni ai suoi cari e ai tanti colleghi e studenti che la stimavano una malattia conto la quale lottava da tempo



PISA — Profondo cordoglio al liceo scientifico Buonarroti per la scomparsa della docente Annalisa Bucchioni, che aveva 61 anni. Prima che la malattia la costringesse a lasciare il lavoro, la professoressa Bucchioni insegnava storia e filosofia ed era un punto di riferimento per tutta la scuola.

Una notizia dolorosa che ha gettato nello sconforto anche i tanti ex alunni e colleghi, che oggi rinnovano con grande affetto la stima nei suoi confronti. Di seguito il ricordo dei colleghi del Buonarroti.

"E' un momento così difficile, per tutte e tutti noi, ma ancora di più lo è per chi combatte contro malattie terribili e che non lasciano scampo, come per i familiari che vivono queste situazioni nella grande solitudine. Così è accaduto anche alla nostra carissima e amatissima collega, Antonella Bucchioni, costretta ad attraversare le ultime angoscianti settimane della malattia, contro cui combatteva da anni, coltivando a distanza le amicizie che in questi anni l’hanno confortata, nel calvario che è stata costretta a vivere.

Vorremmo ricordare, in questo momento difficile in cui la scuola è stravolta dalle misure di contenimento del contagio, come altro ogni aspetto della vita sociale e civile, Antonella, che per alcuni di noi è stata una carissima amica, e apprezzata per la sua gentilezza e sincerità anche da chi l’ha conosciuta, come collega, principalmente nella veste di insegnante.

Ci ha lasciato questa notte, abbandonandosi alla morte solo dopo aver a lungo combattuto per trattenere in sé la vita. Chi le è stato vicino sa bene quale esempio di coraggio, di generosità, di misura e di grazia sia stata per tutti noi, fino all’ultimo giorno. Alcuni di noi stanno ricevendo molti messaggi di dolore e affetto per lei da parte degli alunni che abbiamo condiviso negli anni. Alcuni di loro sono riusciti a farle avere un video di saluti in ospedale, raccontandole il loro presente e i progetti futuri: ne è stata felice. Questa è una prova viva e tangibile del segno che ha saputo lasciare negli studenti, in quelli lasciati da poco e nei più lontani nel tempo, alcuni ormai grandi e già dottori, premurosi con lei anche in questo ruolo.

Tutte e tutti noi la ricordiamo per la serenità e la gentilezza nel rapporto con le persone e nell’ambiente di lavoro e di studio: il suo modo di essere schiva e mai desiderosa di protagonismo, in nessuna sede, è stata un’altra sua grande e bella qualità, che ha illuminato lo spessore dell’insegnante e della studiosa e oggi il ricordo nel vuoto che ha lasciato nella nostra scuola. Nella prova terribile della malattia, ha sempre mantenuto un atteggiamento di vivissimo attaccamento alla vita, agli affetti, alla riflessione con cui incoraggiava chi avrebbe voluto incoraggiarla, con il sorriso, il conversare brillante, la convivialità, il piacere delle cose belle della vita, l’interesse per i fatti della scuola, della politica e della cultura, che non esitiamo a definire “filosofico”: il suo volto sorridente, pur segnato dalla sofferenza, rimarrà nel ricordo per sempre indelebile, come un insegnamento profondo.

Impegnata nel tenace e determinato impegno di educare e offrire a studenti e studentesse il meglio per la loro formazione culturale e civile, Antonella ha ispirato, programmato, organizzato iniziative e progetti che sono diventati pilastri caratterizzanti della nostra scuola: Antonella ha collaborato e animato negli anni il progetto del Parlamento Europeo Giovani (PEG), un’occasione per giovani studenti e studentesse di incontrare coetanei di altre regioni e di altri Paesi europei; ha lavorato per introdurre l’ESABAC nel liceo linguistico della nostra scuola che dà la possibilità di conseguire il doppio diploma, italiano e francese; è stata animatrice del gruppo di lavoro sulla Giornata Primo Levi, per ricordare la tragedia della Shoah e educare alla democrazia e alla tolleranza; già colpita dalla malattia, è stata una delle ispiratrici del convegno “Didattica della Filosofia” che la scuola ha organizzato a inizio dello scorso anno scolastico, a cui ha partecipato nonostante le sue condizioni di salute.

È stata un’insegnante amata dai suoi studenti per la capacità di ascoltare e capire: il suo modo di porgere gli argomenti e di interloquire con le classi ha lasciato in moltissimi un ricordo indelebile di disponibilità, conoscenza, competenza educativa. Anche quando è stata costretta a lasciare la scuola, ha sempre mantenuto un legame strettissimo, continuando a interrogarsi e confrontarsi incessantemente sui modelli pedagogici, sulle modalità didattiche, su nuovi strumenti da sperimentare per affrontare le tematiche della storia e della filosofia.

La ricorderemo così, gentile, sorridente, coltissima e amabile, la sua sincera gentilezza che rasserenava chiunque la conoscesse e vi entrasse in relazione. Oggi ci stringiamo, in un abbraccio comune, al dolore della sorella Susanna, di cui abbiamo conosciuto la forza e l’amore per Antonella, che resterà viva nei nostri pensieri".

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