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Attualità mercoledì 17 ottobre 2018 ore 11:30

"Non ci sono teorie gender nelle scuole pisane"

Rete Educare alle Differenze di Pisa: “Quanto dichiarato dall’assessora Rosanna Cardia è una bufala. Le cosiddette teorie gender non esistono"



PISA — La Rete Educare alle Differenze di Pisa sostiene di "Apprendere con sgomento e preoccupazione" quanto dichiarato recentemente da Rosanna Cardia, assessora all’istruzione del Comune di Pisa. 

"L’assessora - racconta l'associazione - si è infatti pronunciata in un perentorio “mai più” nei confronti delle cosiddette “teorie gender”, ree di voler “combattere un pregiudizio proponendone un altro”. 

“Quanto dichiarato dall’assessora è una bufala”, fanno sapere dalla Rete. “Le ‘teorie gender’ non esistono, ciò che invece esiste e si porta avanti nelle scuole di Pisa e di tutta Italia è l’educazione alle differenze: sensibilizzare le giovani generazioni al tema della violenza sulle donne e degli stereotipi di genere significa promuovere i diritti umani, oltre che la parità e il rispetto tra uomini e donne. Non siamo noi a sostenerlo - spiegano - ma la legislazione nazionale e internazionale”.

“Vorremmo tanto sapere di quali pregiudizi parli l’assessora Cardia - dichiara Daniele Serra dell’associazione Pinkriot Arcigay Pisa e tra i fondatori della Rete Educare alle Differenze - ma soprattutto ci chiediamo cosa l’assessora s’immagina che accada in una classe in cui viene svolto un progetto di educazione alle differenze e prevenzione della violenza di genere. Perché, come ribadito in passato, sono questi ultimi i contenuti delle tanto osteggiate e chiacchierate attività nelle scuole che l’assessora cita usando termini, privi di ogni fondamento, come ‘teorie gender’. Attività - precisa Serra - che peraltro studenti e docenti hanno sempre molto apprezzato e ritenute utilissime ai fini formativi e non solo”.

“Ricordiamo all’assessora e a tutta la giunta - sottolinea Laura Sergiampietri della Casa della donna, associazione tra le promotrici della Rete - che l’educazione alle differenze, il contrasto alle discriminazioni e alla violenza di genere sono previste dalla legge italiana ed europea: si veda in particolare il comma 16 della legge 107/2017, la cosiddetta Buona Scuola, ed anche la Convenzione europea di Istanbul che, ratificata anche dal nostro Paese, impegna fin dal 2013 tutte le istituzioni nazionali, ad agire attivamente perché l’orrore della violenza domestica e contro le donne sia contrastato e progressivamente eradicato. Leggi che l’assessora Cardia, come tutti gli assessori e le assessore d’Italia, hanno il dovere e l’obbligo di far rispettare e applicare al meglio”.

“La lotta contro la violenza di genere - precisa Desiree Olianas dell’associazione Nuovo Maschile e rappresentante della Rete - non può prescindere da un’azione di informazione e sensibilizzazione che proponga nelle scuole di ogni ordine e grado temi quali la parità tra i sessi, i ruoli di genere non stereotipati, il reciproco rispetto, la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, il diritto all’integrità personale. Valori che oggi - conclude Olianas - qualunque rappresentante istituzionale, di qualunque colore politico, non può non sostenere se davvero riconosce i fondamenti della nostra democrazia”.

Alla Rete Educare alle Differenze Pisa aderiscono: AIED Pisa, Arciragazzi Pisa, Associazione Casa della donna, Fratelli dell’Uomo - sezione Toscana, Nuovo Maschile. Uomini liberi dalla violenza, Pinkriot Arcigay Pisa, Progetto Rebeldia, Sinistra Per…, Un Ponte Per…

Sull'argomento è intervenuta anche la consigliera regionale Pd Alessandra Nardini:“La fantomatica e pericolosissima teoria gender non esiste. Per quanto ancora dovremo ripeterlo?! Trovo davvero grave l'uscita dell’Assessora del Comune di Pisa apparsa sui giornali qualche giorno fa. Valori come il contrasto alla violenza di genere e la promozione della cultura delle pari opportunità sono alla base della civile convivenza e dovrebbero essere rispettati da tutte e tutti, soprattutto da coloro che ricoprono incarichi politico-amministrativi; invece sembra che in un modo o nell’altro questa Giunta continui a distinguersi per l’esatto contrario. In una delle ultime sedute del Consiglio Regionale abbiamo approvato all’unanimità una mozione che chiede alla Giunta Regionale proprio un rinnovato impegno nel sensibilizzare gli enti locali alla promozione di politiche di genere ed iniziative di contrasto alla violenza sulle donne; un atto con cui abbiamo voluto dare un segnale e un indirizzo importante e nel quale si esplicita chiaramente che, allo stesso tempo, è fondamentale continuare con progetti di formazione/sensibilizzazione rivolti alle scuole finalizzati al superamento degli stereotipi di genere, alla promozione della cultura dei diritti e delle pari opportunità, così come sancito nello Statuto regionale e nei provvedimenti legislativi in materia. Perché sono, e siamo, fermamente convinti che così si possa prevenire e combattere il non-rispetto, la discriminazione, la violenza. Non con uno spray al peperoncino né tantomeno alimentando strumentalmente pregiudizi”.

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