Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 10:30 METEO:PISA15°  QuiNews.net
Qui News pisa, Cronaca, Sport, Notizie Locali pisa
martedì 20 aprile 2021
Tutti i titoli:
corriere tv
Milano, le notti violente all'Arco della Pace

Lavoro lunedì 01 marzo 2021 ore 18:00

Il settore terziario protesta sotto la Torre

La protesta del terziario in Piazza dei Miracoli

In centinaia in piazza dei Miracoli. Gli imprenditori di commercio, servizi e turismo chiedono sostegni e la possibilità di riaprire in sicurezza



PISA — Manifestazione in Piazza Duomo, sotto la Torre Pendente, promossa da Confesercenti Toscana Nord e Confcommercio Pisa: alle 11 in punto è andato in scena un flash mob di imprenditori e lavoratori del settore terziario, che in catena umana hanno chiesto di poter riprendere le loro attività in sicurezza. "Non comprendiamo perché, di tutti i settori economici esistenti, solo il terziario sia stato colpito così duramente dalle restrizione e dalle chiusure anti-Covid" hanno detto i responsabili delle due associazioni di categoria, Luigi Micheletti e Federica Grassini.

Entrambi hanno consegnato al Prefetto una lettera, affinché si faccia promotore a livello nazionale delle loro richieste, riassunte in dieci punti:

1. ristori immediati parametrati sulla perdita di fatturato;

2. riapertura immediata in sicurezza di tutte le attività chiuse;

3. moratoria fiscale per gli anni 2020-2021;

4. proroga della cassa integrazione e della moratoria dei mutui e finanziamenti fino al 31 Dicembre 2021;

5. rimodulazione delle locazioni commerciali e blocco degli sfratti;

6. taglio del cuneo fiscale che grava sulle imprese;

7. creazione di un piano "ripartenza" per il terziario;

8. vaccinazione immediata di imprenditori e addetti del terziario;

9. pagamento immediato di tutti i bonus ristori e indennizzi sospesi;

10. passaporto sanitario europeo per spostamenti Ue.


"Lo Stato non può scaricare sulle nostre spalle tutto il peso di una situazione drammatica - sostengono gli imprenditori in protesta -, come se la diffusione del contagio dipendesse dalla nostra attività. Se così fosse, la pandemia sarebbe già conclusa da tempo, invece i contagi continuano anche quando le nostre aziende sono chiuse. Le nostre attività si svolgono in luoghi controllati e controllabili. Se è necessario il vaccino, chiediamo di essere vaccinati".

"Se si devono rivedere i protocolli - queste le conclusioni -, siamo pronti a rivederli. Ma questo deve servire a ridarci la dignità del lavoro. Noi siamo convinti che salute e lavoro possano e debbano convivere. Ma, soprattutto, pensiamo che "il futuro non si chiude": dobbiamo quindi imparare a convivere con la pandemia, mettendo in atto — se necessario — misure ancora più restrittive per regolare le nostre attività, ma senza bloccarle totalmente, nel rispetto di quel diritto al lavoro sancito dall'articolo 4 della Costituzione: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società. Se il Governo continua, dopo un anno, a non garantire il diritto al lavoro in nome della salute, avrà sulle spalle la responsabilità civile, morale e sociale dalla distruzione dell'economia nel nostro Paese".

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
In alcuni casi le varianti Covid resistono. Al professor Menichetti, direttore di Malattie infettive a Cisanello, abbiamo chiesto la situazione
Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Gianni Micheli

Ultimi articoli Vedi tutti

Cronaca

Cronaca

Cronaca

Attualità