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Sport mercoledì 17 agosto 2016 ore 16:11

Gattuso scrive al sindaco

Gennaro Gattuso

L'ex allenatore del Pisa mette nero su bianco la sua posizione sulla situazione societaria in una lettera indirizzata al primo cittadino: "Questa è la verità



PISA — "Caro Sindaco", inizia così la lunga lettera di Gennaro Gattuso al sindaco Marco Filippeschi. Una lettera che l'ex allenatore del Pisa vuole, tramite il sindaco, indirizzare simbolicamente a tutta la città in risposta a quella a firma Britaly Post, ricevuta sempre dal sindaco, solo qualche ora prima.

Secondo Rino Gattuso "Il documento in questione contiene svariate inesattezze e ricostruisce la vicenda della cessione del club in maniera arbitraria".

"Mi si dipinge nella sostanza come un irresponsabile agitatore di folle, adombrando addirittura un mio ruolo attivo per indirizzare la vendita della società" esordisce l'ex tecnico.

La lettera di Gattuso prosegue poi così: "Una simile ricostruzione dei fatti non soltanto non è veritiera, ma lede la mia immagine di professionista e mi mette al centro di un’inaccettabile strumentalizzazione. Io sono appunto un allenatore professionista e come tale merito di essere trattato. Se il 31 luglio scorso ho deciso di fare un passo indietro, è stato perché non intendevo più lavorare con Britaly Post per una ragione molto semplice, chiarissima e da me dichiarata per iscritto, senza alcuna possibilità di equivoco o di fraintendimento: non sussistevano le condizioni per svolgere in maniera seria e professionale il mio lavoro e quello della squadra.  Tirarmi in ballo adesso nella vicenda della cessione e delle sue lungaggini è profondamente scorretto. Ripercorro dunque brevemente i fatti successivi al mio comunicato del 31 luglio scorso, che sono evidenti e sotto gli occhi di chiunque non li voglia alterare a proprio comodo"

E poi ribadisce il contenuto del comunicato inviato il giorno delle sue dimissioni da allenatore: "Io ho semplicemente detto che, se Britaly Post avesse ceduto la società, sarei stato pronto a tornare ad allenare il Pisa. Se poi Britaly Post non intende vendere o intende percorrere strade diverse, non può e non deve in alcun modo tirare in ballo il sottoscritto. Ribadisco che non mi può essere attribuito alcun ruolo di compratore o di fiancheggiatore di questo o quell’acquirente. La verità è semplicissima: io sono stato interpellato dall’acquirente Pablo Dana, che mi ha chiesto la disponibilità ad allenare il Pisa, nel caso in cui sia lui a rilevare la società, e io gli ho risposto di sì. Tutto il resto sono illazioni, anche piuttosto gravi".

"Quanto al legame fortissimo che si è creato tra me e la squadra, tra me e la tifoseria, tra me e la città -aggiunge- non ritengo davvero di dovermene vergognare. Lo rivendico, anzi, come il segno del buon lavoro che ho svolto col mio staff nella passata stagione e che volentieri proseguirei, se sussistessero le condizioni".

"La verità è questa e a lei la affido" conclude.


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