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venerdì 19 aprile 2019

Attualità sabato 19 gennaio 2019 ore 12:13

La nuova legge regionale su cooperazione e lavoro

Gianna Gambaccini, presidente Sds Pisana: “Rappresenta un punto di partenza ma sarà importante applicarla correttamente”



PISA — Un incontro per far conoscere agli addetti ai lavori, ma anche a amministrazioni locali e istituzioni, la nuova legge regionale Toscana 58/2018 e le opportunità che offre in tema di cooperazione sociale e lavoro. E' stato questo lo scopo dell'incontro che si è tenuto alla Sesta Porta ieri (venerdì 18 gennaio), promosso da Confcooperative-Federsolidarietà e Legacoop-Dipartimento Area Welfare sociali col patrocinio della Società della Salute della Zona Pisana. Un'iniziativa molto partecipata, in cui sono intervenuti, tra gli altri, la presidente della Sds pisana e Assessore alle politiche sociali e abitative del Comune di Pisa, Gianna Gambaccini, l'assessore regionale al Diritto alla salute, al welfare e all'integrazione socio-sanitaria, Stefania Saccardi, il rettore dell'Università di Pisa Paolo Mancarella.

La legge, recentemente promulgata dalla Regione Toscana, promuove il coinvolgimento di cooperative nella programmazione e nella co-progettazione e prevede, inoltre, l'affidamento di una quota di appalti tra il 3 e l'8 per cento alle cooperative che hanno l'obiettivo di favorire l'inserimento nel mondo del lavoro dei soggetti svantaggiati.

"Temi come l’inclusione dei “soggetti svantaggiati” sono trasversali, non appartengono solo alla sinistra - ha affermato la presidente della Sds della zona pisana Gianna Gambaccini - . Sottolineo che tra i “soggetti svantaggiati” nella legge 381/91 non sono menzionati esplicitamente gruppi etnici quali i rom. La nuova legge regionale rappresenta un punto di partenza e sarà importante applicarla correttamente. E' fondamentale che le politiche sociali accompagnino gli ultimi verso percorsi di autonomia e che superino la logica dell'assistenzialismo”.

"Noi ereditiamo un sistema basato sulla sussidiarietà, dove l'erogazione dei servizi pubblici si avvale delle cooperative - aggiunge Gambaccini - perchè in passato amministrazioni locali e regionali, ma anche il governo centrale, hanno deciso di affidare a loro parte della gestione di problematiche sociali e socio-sanitarie. Oggi le cooperative rappresentano un soggetto importante nel sistema socio-sanitario, ma è cruciale che vengano premiate quelle oneste e in grado di garantire i servizi migliori".



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