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lunedì 19 agosto 2019

Cronaca martedì 19 marzo 2019 ore 12:53

La Polizia sgomina una banda di giovani criminali

Tre arresti per ragazzi di età compresa tra 20 e 24 anni, accusati di rapina, estorsione, spaccio e porto abusivo di armi



PISA — Dopo un lungo periodo di osservazione e di studio del fenomeno delle cosiddette “baby gang”, la Polizia di Pisa, al termine di una attività di indagine, ha tratto in arresto tre giovani di età comprese tra i 20 ed i 24 anni, responsabili a vario di titolo dei reati di rapina, concorso in estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti (marijuana, hashish, cocaina), porto abusivo di armi.

Gli investigatori della Squadra Mobile di Pisa, della Sezioni Criminalità Organizzata e Antidroga, da tempo monitoravano una serie di episodi di violenza, maturati in prevalenza negli ambienti dei giovanissimi, a volte poco più che adolescenti.

Gli episodi, concretizzatisi in risse in locali della movida, aggressioni, atti di vandalismo e scorribande, che ad una prima lettura sembravano essere riconducibili a singoli atti di bullismo, si sono rivelati invece legati tutti da un unico filo conduttore, che è risultato essere lo spaccio di droga, attività gestita in via prioritaria da uno degli arrestati, un ventiquattrenne di origini albanesi.

In particolare, è stato accertato che l’albanese, da anni residente a Pisa e ben inserito nel tessuto giovanile, aveva creato una sua rete di distribuzione di sostanze di vario tipo nella quale si avvaleva della collaborazione di giovani pisani, spesso studenti ed a volte anche minorenni, attratti dalla facilità di guadagno.

Ma il meccanismo si è rivelato una vera e propria trappola, per uscire dalla quale erano costretti a pagare somme ingenti. Infatti l’albanese che in un primo tempo forniva ai ragazzi considerevoli quantitativi di droga lasciando credere di poter pagare comodamente, iniziava ben presto a chiedere il recupero delle somme. Qualora i suoi debitori non fossero stati in grado di pagare, li costringeva a spacciare altra droga per assicurarsi i proventi illeciti.

Le vittime, una volta accumulati debiti ingenti, cadevano così in una spirale di violenze che l’uomo metteva in atto con alcuni complici, mediante minacce, spesso con l’uso di pistole e percosse.

Grazie all'attività della Squadra Mobile pisana ed alla rete di informazioni acquisite, si veniva a conoscenza di un gravissimo episodio di violenza avvenuto a fine gennaio sul litorale, che vedeva come vittima un giovane studente diciottenne. Il ragazzo, debitore nei riguardi dell’albanese di una grossa somma di denaro, picchiato e minacciato di morte con una pistola, in un primo momento aveva tentato di negare. Ma non potendo nascondere gli evidenti segni sul viso delle percosse aveva poi raccontato tutto ai poliziotti.

Di seguito sono state raccolte altre testimonianze, tutte dello stesso segno.

La Procura della Repubblica di Pisa ha emesso tre provvedimenti di custodia  in carcere nei confronti del 24enne e di due altri giovani complici, entrambi di venti anni.

Nel corso delle perquisizioni, nei confronti degli indagati, è stata sequestrata l’ingente somma in contante di circa 9000 euro, sostanze stupefacenti pronte per lo spaccio, una pistola sulla quale sono in corso accertamenti ed altro materiale ritenuto utile alle indagini. 



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