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venerdì 20 settembre 2019

Attualità mercoledì 22 maggio 2019 ore 10:32

Le settimane dell'edicola confiscata

Le lancia Libera, per cercare un nuovo ruolo all'edicola di Borgo Stretto confiscata alla mafia e da tempo chiusa e a rischio demolizione



PISA — Tre settimane di proposte, formazione e dibattito sul riutilizzo sociale dei beni confiscati del territorio e la necessità di un impegno condiviso tra tutte le parti sociali per la sopravvivenza dell’Edicola di Borgo Stretto.

Il Presidio di Libera Pisa ed il Coordinamento Provinciale di Libera incontreranno: le scuole, le associazioni e le forze politiche del territorio. L’obiettivo è quello di sensibilizzare la cittadinanza tutta e le Istituzioni sull’esistenza e la salvaguardia dei beni confiscati alle mafie e promuovere l’applicazione della l.109/1996 per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie anche a Pisa.

Il presidio promuove il riutilizzo dell’Edicola sita in Borgo stretto confiscata alla criminalità organizzata di stampo mafioso, e vuole evitare che il degrado che attualmente investe il chiosco sia una causa per una sua rimozione. 

"Tale eventualità significherebbe una grave perdita per l’intera comunità - spiega l'associazione Libera - che, ancora oggi, ad un anno dalla sua chiusura, ritrova in quel bene confiscato dallo Stato un simbolo della lotta alle mafie sul territorio toscano. Il Presidio ha deciso di avviare tale rassegna per stimolare un confronto con l’Amministrazione che – con nostro rammarico – non ha raccolto gli inviti al dialogo – dapprima informali – e poi scritti. Ricordiamo, con una punta di delusione, che durante la campagna elettorale dello scorso giugno l’attuale Primo cittadino, come del pari gli altri candidati, aveva sottoscritto la “Carta d’impegno e corresponsabilità” proposta da Libera che, tra i vari impegni, prevedeva quello della cura e gestione dei beni comuni e confiscati del territorio". 

"Le richieste avanzate da Libera al Comune di Pisa si fondano sulla convinzione che l’Edicola confiscata, ma in generale tutti i beni confiscati sul nostro territorio, sia un simbolo della lotta alle mafie che va preservato affinché il sacrificio e l’impegno della Magistratura e delle Forze dell’Ordine non sia vanificato da un disinteresse delle Istituzioni cittadine rispetto a tali tematiche."



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